Latte contaminato, altri 10mila bimbi cinesi ammalati

PECHINO – Nelle province cinesi si sono registrati negli ultimi giorni quasi 10.000 casi di bambini che hanno sviluppato problemi renali dopo aver bevuto latte contaminato, secondo quanto riferito oggi dai media locali.

Oggi ' stato confermato che il problema si ' allargato al vicino Giappone, quando la Marudai Food ha detto che della melammina ' stata trovata in alcuni dei prodotti contenenti latte cinese ritirati dal mercato, incluse le merendine per bambini "Cream Panda".

In Cina l'attenzione si ' temporaneamente spostata dallo scandalo del latte contaminato, che assume proporzioni sempre pi' preoccupanti, al lancio della terza missione spaziale con equipaggio del Paese, che prevede la prima passeggiata nello spazio dei cinesi.

Ma Pechino continua a combattere contro l'allarme pubblico e le critiche internazionali, dopo che migliaia di bambini cinesi sono stati ricoverati per via del latte contaminato dalla melammina, una sostanza chimica a buon mercato che pu' essere usata per far passare ai prodotti i controlli qualit'. Finora sono quattro i piccoli che hanno perso la vita.

Il ministero della Salute cinese non diffonde le cifre dei bambini con problemi di salute a causa del latte contaminato da domenica. Nell'ultimo rapporto parlava di 12.892 bimbi in ospedale, 104 seriamente ammalati, e quasi 40.000 con problemi di salute che per' non richiedono cure intensive.

Gli ultimi conteggi realizzati dalle autorit' sanitarie a livello provinciale nel Paese mostrano per' che sono almeno 9.959 i casi diagnosticati questa settimana.

Buona parte dei nuovi casi registrati si concentra a Hebei, provincia settentrionale dove ha sede il gruppo Sanlu Dairy, al centro dello scandalo.

Il quotidiano Hebei Daily (hbrb.hebnews.cn) dice che nella sola provincia di Hebei, a ieri, erano stati diagnosticati 13.773 casi, 4.794 in pi' rispetto a quattro giorni prima.

Shao Mingli, a capo dell'Autorit' alimentare, ha avvertito che il governo non tollerer' insabbiature o ritardi nelle comunicazioni, dopo che funzionari locali hanno rinviato di almeno un mese la diffusione della notizia che il latte della Sanlu era sospetto.