lettera Aperta al Signor Giuliano Bignasca

Egregio Signor Bignasca,

Mi permetto di scriverle e lo faccio non per contraddirla, perche’ il suo primo commento dopo il si’ alla libera circolazione, ossia che “gli svizzero tedeschi sono degli gnucchi” corrisponde anche al mio pensiero, che tuttavia ‘ andato oltre.

Difatti pur dandole perfettamente ragione, sono del parere che il termine “gnucchi” andrebbe esteso anche a quel 50% di aventi diritto voto, che invece come al loro solito ha pensato bene di fregarsene della cosa pubblica.

‘Le elezioni? Non mi interessano’, oppure ‘Andare a votare non serve a niente’, o ancora: ‘Tanto fanno comunque quello che vogliono’. Sono frasi ricorrenti, espressione di un diffuso qualunquismo, o semplicemente le scuse di un cittadino che non fa uso del suo diritto di votare e di eleggere. In Svizzera gli astensionisti sono ormai la maggioranza.

Scommetterei che se questo 50% fosse andato a votare l’esito della votazione non sarebbe stato poi cosi scontato.

“Ora il Ticino deve far valere le sue ragioni a Berna” disse lei a caldo dopo la votazione. Niente di pi’ giusto, ma gi’ che ci siamo a Berna cerchiamo di far passare un nuovo testo di legge che preveda l’obbligatorieta’ di voto oppure con delle agevolazioni fiscali a chi fa uso di questo strumento democratico. Facciamo in modo che il nostro non sia piu’ un diritto di voto bensi’ un dovere, altrimenti credo che difficilmente si possa interpretare quello che ‘ veramente la corrente in Svizzera e si arrivera’ presto a un problema di legittimazione non indifferente. Diciamo basta a chi non vota e lascia decidere gli altri.

Con Cordialita’

Ivan Schmidt