Google chiede una corsia preferenziale

Un’autostrada a quattro corsie, tre delle quali intasate. La quarta riservata dietro pagamento di un pedaggio superiore, sulla quale in pochi viaggiano a velocita’ piu’ sostenuta. E’ quanto chiede Google, come scrive oggi con ampio rilievo il Wall Street Journal.

Il gigante dei servizi internet chiede alle compagnie telefoniche e di trasmissioni via cavo, in cambio ovviamente di un canone ad hoc, che gli venga garantita una corsia preferenziale sulle autostrade dell’informazione. Secondo il Wsj, si tratterebbe di un vero e proprio voltafaccia della societ’ di Mountain View, nella Silicon Valley.
Google era infatti uno dei piu’ strenui difensori di internet in quanto sistema aperto a tutti, cio’ della cosidetta ‘network neutrality’, la neutralita’ della rete. Il legale della societ’ guidata da Eric Schmidt ha tuttavia smentito immediatamente quanto scritto dal quotidiano newyorchese di Rupert Murdoch, ribadendo il proprio appoggio ad una autostrada aperta per tutti, senza preferenze per l’uno o l’altro operatore.

Una dichiarazione che suona come una marcia indietro. Molti dei servizi di Google, com” noto, passano attraverso il web. Una delle preoccupazioni dei dirigenti del colosso informatico ‘ di non essere in grado di fornire i propri servizi a causa del ‘traffico’ che sempre pi’ intasa i cavi.

I collegamenti internet, anche quelli veloci a fibre ottiche, funzionano esattamente come un’autostrada, aperta al traffico, ma con momenti di ingorgo.
E’ quindi come se Google chiedesse una corsia preferenziale, che nessuna altra automobile sarebbe autorizzata (o in grado) di percorrere. Secondo il legale di Google a Washington, Richard Whitt, il colosso di Mountain View non avrebbe affatto rinunciato al principio della neutralit’ della rete, anzi, ha scritto Whitt sul suo blog. Whitt sostiene che il Wsj ha fatto un po’ di confusione, riferendosi verosimilmente ai cosiddetti ‘edge servers’, cio’ i server aggiuntivi che trattano i contenuti pi’ richiesti, come i filmati su YouTube, il sito di condivisione delle immagini, per evitare di ‘caricare’ troppo il super-server centrale.

In passato la Fcc, l’ente federale che negli Usa regola le telecomunicazioni, aveva pesantemente ostacolato qualsiasi tentativo di linee dedicata da parte del fornitore di servizi via cavo Comcast e delle principali compagnie telefoniche, come Verizon