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	<title>Swissact, attualità, notizie e realtà della vita quotidiana, da 20 anni in Canton Ticino e Nord Italia</title>
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		<title>Windows 8 Flop annunciato</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 19:53:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Microsoft annuncia la data di rilascio della Windows 8 Release Preview, previsto entro giugno, ma allo stato attuale sembra che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Microsoft annuncia la data di rilascio della <strong>Windows 8 Release Preview</strong>, previsto entro giugno, ma allo stato attuale sembra che il gigante del software non voglia ascoltare i propri utenti ma preferisca proseguire per una strada difficile e sicuramente <strong>dissestata</strong>, i commenti della Consumer Preview sono tutt&#8217;altro che favorevoli, e questo a causa della nuova interfaccia <strong>Metro</strong>, che secondo Microsoft dovrebbe essere la nuova interfaccia del futuro, ma in pratica é solo un passo indietro di alcuni decenni nell&#8217;utilizzo del computer.</p>
<p><a href="http://www.swissact.com/wp-content/uploads/2012/04/20111208115021_windows-8-metro-menu.jpg" rel="lightbox[1829]"><img class="alignleft  wp-image-1832" title="20111208115021_windows-8-metro-menu" src="http://www.swissact.com/wp-content/uploads/2012/04/20111208115021_windows-8-metro-menu-300x168.jpg" alt="" width="270" height="151" /></a>Sicuramente aziende ed uffici non apprezzeranno minimamente la nuova interfaccia, per una serie di motivi molto semplici, tra i quali spicca il fatto che l&#8217;operatore debba lavorare e non navigare nei vari <strong>social network</strong>.</p>
<p>Sembra che Microsoft si sia gia&#8217; dimenticata del <strong>Flop clamoroso</strong> di Windows Millenium e di Vista completamente snobbati dall&#8217;utenza finale, ora con windows 8 tenta la terna con ottime possibilità di riuscire a rendere l&#8217;utente windows ancora piu&#8217; insicuro e sconcertato.</p>
<p>Windows 8 sarà un flop e in pochi faranno l&#8217;aggiornamento per passare da Windows 7 al nuovo sistema operativo, a dirlo è stata <strong>IDC</strong>, che con le consuete previsioni di fine anno ha stroncato sul nascere i propositi di Microsoft, sia su PC che su tablet.</p>
<p>Gli analisti non hanno avuto pietà, e senza mezzi termini hanno sentenziato che &#8220;<strong>Windows 8 sarà irrilevante</strong> per gli utenti dei PC tradizionali&#8221;. Il problema, come hanno sottolineato alcuni esperti di settore, è che c&#8217;è grande scetticismo circa l&#8217;applicabilità dell&#8217;interfaccia Metro &#8220;a mattonelle&#8221; su prodotti differenti dai tablet.</p>
<p>Windows 8 comprende sia la nuova interfaccia metro che il normale desktop, è possibile passare quando si vuole tra le 2 modalità di visualizzazione, ma l&#8217;integrazione é veramente <strong>deludente</strong> e l&#8217;interfaccia Metro da l&#8217;idea di essere stata messa con forza in un contesto che non gli appartiene.</p>
<p><a href="http://www.swissact.com/wp-content/uploads/2012/04/metro_interfaccia_nuova.jpg" rel="lightbox[1829]"><img class="alignright  wp-image-1831" title="metro_interfaccia_nuova" src="http://www.swissact.com/wp-content/uploads/2012/04/metro_interfaccia_nuova-300x187.jpg" alt="" width="270" height="168" /></a>Il tutto é partito dalle dichiarazioni di alcuni dirigenti di Microsoft, secondo i quali chi ama mouse e tastiera potrebbe dover cambiare le proprie abitudini d&#8217;uso.<br />
A questo si aggiunge il fatto che uno sguardo alla Developer Preview distribuita agli sviluppatori a settembre non ha tranquillizzato, anzi, ha alimentato la paura che Metro non sia navigabile con mouse e tastiera con la stessa semplicità con la quale si potrà usare con le dita o con la penna stilo, purtroppo Microsoft dimentica che in moltissime realtà aziendali e professionali l&#8217;utilizzo del mouse é <strong>fondamentale</strong> a livello di precisione, un esempio per tutti é immaginare un programmatore in Cad che progetta una casa, un ponte o qualsiasi altro oggetto solo con la punta delle dita.</p>
<p>Nel complesso il sistema é pero&#8217; veloce e ben strutturato, sicuramente l&#8217;ideale per essere utilizzato con <strong>tablet</strong> e <strong>smartphone</strong>, ma nell&#8217;ambito home ed aziendale microsoft dovrebbe proporre un interfaccia ormai collaudata e conosciuta da decenni, non dimentichiamo che decine di aziende con il pc ci lavorano ed esigono che i propri dipendenti non debbano perdere tempo nell&#8217;metodo di utilizzo del pc e sopratutto non sono assolutamente disposte ad <strong>investire denaro</strong> in corsi ed aggiornamenti in un momento nel quale la crisi a livello globale é evidente.</p>
<p>Nell&#8217; ambiente i maggiori specialisti del settore scommettono sull&#8217;ennesimo fiasco di Microsoft, Steven J. Vaughan-Nichols di Zdnet a supporto di questa possibilità elenca 5 ragioni che potrebbero portare a un clamoroso flop di windows 8, secondo la sua opinione <strong>Windows 8 nasce morto</strong> come nacque morto Vista, si tratta di un “indesiderato” aggiornamento del software, le conseguenze del passaggio dal vecchio al nuovo non solo altro che l’allungamento della vita dell’attuale Windows 7, in pratica da piu&#8217; fonti si sostiene che cio che farà windows 8 potrà essere fatto con maggiore comodità e successo, anche sull&#8217;attuale Windows 7.</p>
<p>Ecco le 5 motivazioni:</p>
<p>1 &#8211; Nessuno ha bisogno di windows 8 sul desktop<br />
2 &#8211; Windows 8 usa una nuova interfaccia Metro brutta ed inutile<br />
3 &#8211;  Non esistono applicazioni specifiche per Windows 8  e difficilmente verranno fatte<br />
4 &#8211;  Programmazione multi piattaforma difficile e costosa<br />
5 &#8211;  Arrivo troppo tardi sul mercato smartphone e tablet</p>
<p>Non resta che aspettare e vedere il risultato finale, la nostra redazione sino ad oggi ha provato tutte le distribuzioni di windows 8 in modo approfondito, ad oggi purtroppo la delusione per l&#8217;integrazione dell&#8217;interfaccia Metro regna sovrana.</p>
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		<title>Un momento difficile per l&#8217;intera umanità</title>
		<link>http://www.swissact.com/2012/04/23/un-momento-difficile-per-lintera-umanita/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 19:45:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Darione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un momento difficile per l&#8217;intera umanità, centinaia di domande senza risposta di ogni genere ed in ogni settore, questo articolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un momento difficile per l&#8217;intera <strong>umanità</strong>, centinaia di domande senza risposta di ogni genere ed in ogni settore, questo articolo vorrebbe solo proporre una carrellata di cose che ci assillano nella vita quotidiana e alle quali sembra che le risposte più ovvie e semplici siano sempre le risposte sbagliate.<br />
L&#8217;economia del mondo va a rotoli, le nazioni ed i paesi non conoscono unione e fratellanza ma si continua a volere che tutti vadano d&#8217;accordo a tutti i costi, l&#8217;economia é ormai ad un passo dal baratro ed i politici come unica risposta riescono ad inventarsi nuove tasse e soluzioni spesso complesse ed inutili.</p>
<p>La vita di coppia é ormai diventata una chimera, per ogni coppia che si sposa ne esistono almeno due che divorziano ed altrettante che continuano relazioni basate sul nulla.</p>
<p>I computer ormai pensano al posto nostro, i <strong>social network</strong> vogliono sapere tutto ciò che facciamo senza darci nulla in cambio, i nuovi computer saranno dotati di una nuova interfaccia che neppure chi usa il computer da decenni riuscirà ad usare.</p>
<p>Questo é il nostro bellissimo mondo attuale dove tutti capiamo che le cose non funzionano, ma dove tutti facciamo finta di non vedere. Questi sono gli spunti per i prossimi 4 articoli che vogliono essere esclusivamente uno sfogo non vogliono insegnare nulla ma vorrebbero essere per tutti uno spunto di<strong> riflessione</strong>.</p>
<p><strong>Questa settimana lo sfogo riguarda il mondo ed il momento difficile che tutti stiamo vivendo.</strong></p>
<p>Non molti giorni fa una mattina al bar capita di parlare con un amico<strong> idraulico</strong>, dopo qualche minuto si inizia a parlare di quanto sia difficile il momento e di quanto tasse e balzelli stiano mettendo in difficoltà ogni genere di attività, in quel momento l&#8217;amico idraulico mi dice:</p>
<p><em>&#8220;tutti i giorni parlano di catastrofi economiche di miliardi di euro e franchi persi, della differenza dello SPREAD, ma sai, io mi alzo tutte le mattine per andare a lavorare, riparo gabinetti e bagni tutto il giorno e la sera quando torno a casa sono felice di aver guadagnato la pagnotta. Tutte queste speculazioni non mi hanno neppure toccato&#8221;</em></p>
<p>Questa é la verità, il popolo comune se non fosse per le tasse e gli <strong>allarmismi</strong> dei media non si accorgerebbe neppure della crisi, questa cosiddetta crisi é dettata da poche corporazioni che vogliono <strong>arricchirsi</strong> sempre più, in tutto questo il popolo non esiste e non é considerato.</p>
<p>È stata una strage dal 2010 tra disoccupati e imprenditori e lavoratori autonomi che si sono tolti la vita: una media di due al giorno. Lo dice l&#8217;Eures nel suo secondo <strong>rapporto sui suicidi</strong>.<br />
Sono stati moltissimi i disoccupati suicidi, confermando la correlazione tra rischio di suicidio e integrazione nel tessuto sociale, evidenziando come molto alto risulti il rischio  correlato all&#8217;impatto della crisi, ma nel corso di questo 2012 grazie alla dissennata legislatura del <strong>Professor Monti</strong> che porterà Italia, ed Europa ad un punto di non ritorno i suicidi le bancarotte e le persone ridotte alla fame stanno diventando migliaia.</p>
<p>La soluzione sarebbe semplice ed esemplare,<br />
<em>&#8220;per chi lavora e gioca in borsa l&#8217;obbligo di doversi tenere le azioni comprate per almeno 30 giorni&#8221;</em><br />
questo darebbe <strong>fine alla crisi economica</strong>, ma sicuramente non verrà mai fatto,  gli interessi in gioco sono troppi, ma questi interessi non toccano minimamente la stragrande maggioranza del popolo costretto al lavorare tutti i giorni per un tozzo di pane.</p>
<p>La prossima settimana parleremo di vita di coppia e vi garantiamo che ne leggerete delle belle.</p>
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		<title>Sunrise dubbi e sospetti e molto altro ancora&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 09:04:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Darione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Piu&#8217; che un&#8217;articolo su un solo argomento, questo vuole essere un&#8217;analisi di tutte le cose che infastidiscono in questo momento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Piu&#8217; che un&#8217;articolo su un solo argomento, questo vuole essere un&#8217;analisi di tutte le cose che infastidiscono in questo momento e sono veramente tante, sembra che gli abitanti del pianeta terra dipendano da un piccolo gruppetto di burocrati che fanno sempre cio&#8217; che vogliono a discapito dell&#8217;umanità ma sempre a vantaggio delle loro tasche e del loro ego.</p>
<p>A cavallo tra dicembre e gennaio si sentivano i media gridare da ogni parte che eravamo in emergenza idrica, che senza acqua sarebbe stato l&#8217;apocalisse che era necessario stanziare fondi per l&#8217;agricoltura, insomma i media hanno davvero fatto di tutto per riuscire a spaventare e terrorizzare gridando al disastro, una manciata di giorni dopo la neve é caduta copiosa in ogni parte, ha imbiancato tetti e strade creando molti disagi dovuti  all&#8217;incapacità delle autorità di prepararsi adeguatamente, ebbene ora i media gridano nuovamente al disastro, ma questa volta per il maltempo e per i disagi provocati dalla neve, senza dimenticare gli avvisi dei TG dove consigliavano ad anziani bambini e senza tetto di uscire di casa lo stretto necessario, come se i senza tetto avessero una casa.<br />
Stiamo dimenticando che l&#8217; <em>età</em> della <em>terra</em> è stata stabilita in 4,5 miliardi di anni (4.540.000.000 anni), corrispondenti approssimativamente ad un terzo dell&#8217;<em>età</em> dell&#8217;universo e che in tutto questo tempo l&#8217;essere umano si é realmente impegnato in tutti i modi per distruggerlo, ma fortunatamente il pianeta é in grado di difendersi da solo pertanto basta allarmismi non reali, ma impegno nel mantenere il pianeta vivibile per le generazioni future.</p>
<p>La telefonia mobile, uno dei business del momento dove tutte le compagnie la fanno da padroni infischiandosene delle reali necessità degli utenti e sopratutto eludendo abilmente cio&#8217; che la legge prevede.<br />
Sul territorio Svizzero in testa a queste compagnie  é Sunrise Communications AG che della propria utenza non ha il minimo rispetto, é di pochi giorni fa la notizia dell&#8217;enorme violazione della privacy  riguardante la combox di Sunrise prepaid  a causa di un problema al sistema ha permesso che i messaggi personali contenuti nella propria segreteria telefonica fossero accessibili ad altro utenti, incredibilmente il portavoce dell&#8217;azienda ha risposto: &#8220;Ci sono stati altri casi. Scusateci&#8221; come se delle semplici scuse fossero sufficienti.</p>
<p>Sempre la nota compagnia il 15.10.2009 avvisa che tutte le chiamate verso  Yallo, Cablecom ecc verranno conteggiate alle tariffe delle chiamate verso altri operatori mobili… il tutto senza permettere al cliente che ha sottoscritto l’abbonamento (ovvero un contratto) nessuna replica, dimenticandosi che contrattualmente era scritto che le chiamate erano gratuite !!  Ovviamente anche qui nessuna reazione.</p>
<p>Veniamo ai giorni nostri, con una campagna poco chiara durante il mese di gennaio 2012 Sunrise avverte i propri clienti  che per motivi organizzativi nel mese di febbraio verrà inviata una &#8220;bolletta&#8221; fattura doppia, questo é solo un sistema per fare pagare le fatture in modo anticipato, ovvero é un&#8217;altra mera violazione del contratto stipulato in barba a tutti gli utenti.<br />
Sempre Sunrise nel corso del 2008 ha ceduto i propri servizi di posta a Gmail, non mettendo in discussione la qualità del servizi Gmail sicuramente ottimi, il vero problema é che questa decisione é stata nuovamente presa senza consultare l&#8217;utente che ha dovuto accettare in modo incondizionato il nuovo servizio unica altra possibilità era perdere l&#8217;account, ma molte persone lo utilizzavano e utilizzano per lavoro. Complimenti Sunrise per la tua trasparenza. Senza dimenticarsi i contratti capestro dei quali hanno anche trattato in diverse occasioni dalle <a title="Patti chiari " href="http://www.rsi.ch/pattichiari/node/2620?page=3 ." target="_blank">televisioni di stato</a></p>
<p>Sunrise le studia davvero tutte, nel novembre 2011 scoppia la bomba dei telefonini: &#8220;Abbonamento senza limiti a 35 franchi&#8221;  Inpoche settimane ha già trovato circa un migliaio di clienti, la Medinex SA di Lugano inizia a fare parlare di sé. L’offerta, lanciata ‘in accordo’ con Sunrise, sembra strepitosa: abbonamento al cellulare, con chiamate, sms e internet senza limiti, a soli 35 franchi mensili. Ovviamente in barba a tutti gli utenti che pagano invece un&#8217;abbonamento regolare, Sunrise tergiversa,  e non ha mai dato una spiegazione a tutti gli utenti che volevano chiarezza in questa vicenda.</p>
<p>Ora a tutti la domanda che viene spontanea é come possa Sunrise fare tutto cio&#8217; che vuole, senza che l&#8217;utenza e sopratutto la confederazione prendano posizione in modo chiaro e definitivo, ma questa come al solito é tutta un&#8217;altra questione.</p>
<p>In ultimo un occhiata alla Nazione &#8220;Europa&#8221;, visivamente fallita e realmente in difficoltà dove un piccolo gruppo di politici e burocrati stanno cercando di fare il loro meglio per mettere alla fame centinai se non migliaia di famiglie, l&#8217;unione europea ha fallito su tutti i campi, ma l&#8217;idea non era sbagliata, e&#8217; stata sbagliata totalmente la sua applicazione, per essere una giusta unione il prelievo fiscale doveva essere uguale ovunque, gli stipendi dei politici dovevano essere uguali, forse anche il numero di parlamentari doveva essere uguale, anche i redditi delle buste paghe erano da equiparare, il sogno di un grande stato non puo&#8217; essere fondato su differenze economiche e divergenze politiche, senza dimenticare che nell&#8217;unione europea vengono parlare 23 lingue diverse, questo sicuramente non aiuta la comprensione tra popoli.</p>
<p>Per non parlare del disastro Monti il quale stà eseguendo un intervento chirurgico sullo stato italiano che non appena sarà terminato permetterà di gridare che l&#8217;intervento é riuscito perfettamente ma che il paziente &#8220;Italia&#8221; é definitivamente morto,per questo vi rimando ad un interessante articolo intitilato &#8221; <a title="Il Disastro Monti" href="http://profezie-futuro.blogspot.com/2011/12/il-disastro-monti.html" target="_blank">Il disastro Monti</a>&#8220;.</p>
<p>Molto altro da dire ma amerei sentire i vostri commenti.</p>
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		<title>Cause e soluzione del debito pubblico</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 17:02:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il debito pubblico si crea quando gli stati spendono più di quello che incassano. Per finanziare il debito gli stati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.swissact.com/wp-content/uploads/2012/01/euro-brucia.jpg" rel="lightbox[1806]"><img class="size-medium wp-image-1812 alignright" style="border-style: initial; border-color: initial;" title="euro brucia" src="http://www.swissact.com/wp-content/uploads/2012/01/euro-brucia-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Il debito pubblico si crea quando gli stati spendono più di quello che incassano. Per finanziare il debito gli stati ricorrono ai titoli di stato.<br />
In pratica gli stati coprono temporaneamente il<strong> buco finanziario</strong> ricorrendo al denaro che gli organismi finanziari e i cittadini gli danno in prestito ad un certo tasso di interesse, il quale aumenta sempre di più man mano che il debito si aggrava. In pratica una parte del debito viene solo spostata e presa a carico da altri. Tutti i 27 paesi dell’area euro (solo 17 hanno l’euro come moneta) hanno deficit pubblico. Le domande che vengono da porci è: come mai tutti gli stati europei non riescono a non indebitarsi? E possibile che, malgrado incisive misure di austerità, il debito pubblico continui a crescere? Davvero tutti gli stati sono spendaccioni? Facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire quali sono le basi del funzionamento del nostro sistema finanziario.</p>
<p><strong>Problema n.1: il debito pubblico si autoalimenta. </strong></p>
<p>Possiamo immaginare l’economia di uno stato come un contenitore di moneta. La massa monetaria deve aumentare sempre di più per diverse ragioni (aumento della popolazione, <strong>aumento del PIL</strong>, aumento dei prezzi legati all’inflazione, spostamento di capitali all’estero per svariate ragioni ecc), per cui è necessario creare periodicamente moneta. Se la massa monetaria iniettata è in eccesso abbiamo inflazione, se in difetto abbiamo una sottomonetarizzazione con rallentamento dell’economia. Se prendiamo l’Italia come esempio, fino al 1981 esisteva la possibilità da parte del Tesoro di chiedere alla Banca d’Italia, che allora era pubblica, di emettere semplicemente nuova moneta per coprire il fabbisogno dello stato, senza creare una situazione di indebitamento. La situazione è poi cambiata (vedremo dopo perché) e attualmente lo stato deve finanziarsi primariamente attraverso le banche private (o la banca centrale ma sempre per il tramite di banche private e istituzioni finanziarie da essa autorizzate a partecipare alle aste) ricorrendo ai titoli di stato. Le banche acquistano titoli di stato prestando soldi allo stato, oltretutto con un tasso di interesse significativo (attualmente quello dei bot a scadenza annuale è di circa il 7% !). A loro volta le banche private si finanziano presso le banche centrali (Banca d’Italia, BCE), le quali prestano i soldi alle banche private ad un tasso decisamente più basso, attualmente circa l’1%. Questa moneta viene letteralmente creata dal nulla attraverso una semplice operazione contabile, per la maggior parte senza stampare cartamoneta ma accreditandola elettronicamente sui conti delle banche. Ma se le banche finanziano gli stati attraverso prestiti, che comportano pure il pagamento di un congruo interesse, come faranno gli stati stessi ad uscire dalla spirale dei debiti? Se lo stato ha bisogno di 1000 e dopo un anno dovrà ritornare 1060 alle banche, dove prenderà gli altri 60 se non può stampare moneta? Dove, se non chiedendo da una parte altri prestiti sempre più costosi e dall’altra prosciugando le risorse dei cittadini che però non sono infinite? Se in una vasca immetto continuamente 1000 litri per prelevarne 1060, è ovvio che prima o poi la vasca sarà vuota!<br />
Se poniamo su un grafico temporale gli interessi pagati dagli stati europei e i dati del debito pubblico, noteremo come la grossa parte del debito che si è generato negli anni dipenda dagli interessi pagati! Un sistema basato sul prestito non può che autoalimentare il <strong>debito pubblico</strong>, che è esploso in particolar modo negli ultimi 20 anni.</p>
<p><strong>Problema n.2: le soluzioni proposte finora dai governi peggiorano il debito a lungo termine.</strong></p>
<p>La soluzione non può appoggiarsi solo su manovre di austerità come finora proposto dai governi, perché più si tolgono soldi e risorse ai cittadini, più l’economia rallenta (la gente spende meno, la disoccupazione aumenta), il gettito fiscale di conseguenza diminuisce, vengono quindi richieste più tasse e così via. Questo circolo vizioso dell’impoverimento, oltre che essere immorale e richiedere strette fiscali sempre più severe, non permette agli stati di raggiungere il pareggio di bilancio. Non è teoria, l’esempio concreto l’abbiamo già dalla Grecia che, malgrado aiuti esterni ed austerità sempre più estrema, vede il suo debito pubblico non diminuire ma aumentare continuamente, con i prestiti europei che non bastano mai. Perché dovrebbe essere diverso per l’Italia e gli altri stati? Quindi gli stati non riusciranno <strong>mai a raccogliere abbastanza soldi</strong> dai cittadini per ripagare il debito ma saranno costretti ad emettere ulteriori titoli di stato per finanziarsi, i quali verranno acquistati ad un tasso di interesse sempre maggiore. Questo è il circolo vizioso del debito che non può che aumentare. Infine, le tanto decantate liberalizzazioni altro non sono che la svendita di beni pubblici a privati, ciò che ancora una volta rappresenta una sottrazione di beni di proprietà di tutti i cittadini. Le soluzioni pertanto non possono essere queste.</p>
<p><strong>Problema n.3: il potere è nelle mani delle banche private.</strong></p>
<p>La BCE appartiene ai suoi soci, che sono le banche centrali degli stati dell’UE. A loro volta le banche centrali sono in larga maggioranza di proprietà di banche private (93% per la Banca d’Italia), quindi la BCE appartiene quasi esclusivamente a banche private che influenzano così tutta l’economia. Ecco due articoli molto chiari del trattato di Maastricht (1992) che approfondiremo in seguito. Lascio ai lettori le considerazioni:</p>
<p>Articolo 107<br />
<span style="color: #808080;"><em>Nell&#8217;esercizio dei poteri e nell&#8217;assolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti dal presente trattato e dallo Statuto del SEBC, né la BCE, né una Banca centrale nazionale, né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni o dagli organi comunitari, dai Governi degli Stati membri né da qualsiasi altro organismo. Le istituzioni e gli organi comunitari nonché i Governi degli Stati membri si impegnano a rispettare questo principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della BCE o delle Banche centrali nazionali nell&#8217;assolvimento dei loro compiti.  </em></span></p>
<p>Articolo 105A<br />
<span style="color: #808080;"><em>1. La BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l&#8217;emissione di banconote all&#8217;interno della Comunità. La BCE e le Banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla BCE e dalle Banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nella Comunità.<br />
</em></span><br />
<span style="color: #808080;"> <em> 2. Gli Stati membri possono coniare monete metalliche con l&#8217;approvazione delle BCE per quanto riguarda il volume del conio.</em></span><br />
<span style="color: #808080;"> <em> Il motivo per cui alle banche centrali sono stati concessi pieni poteri è da ricercarsi in un passato in cui gli stati stampavano troppo allegramente moneta garantendo privilegi al loro apparato burocratico e alle loro classi dirigenti e surriscaldando l’economia, provocando inflazione talvolta a due cifre. Tuttavia il problema si è solo spostato e le banche centrali hanno unicamente cambiato “padroni”, che anche oggi si preoccupano di curare i loro interessi. Loro determinano quanta liquidità mettersi a disposizione (liquidità che hanno utilizzato spesso per scopi speculativi o che lasciano sempre più immobilizzata nei loro depositi “overnight” invece di metterla in circolazione), fissano i tassi di interesse, decidono quanti soldi prestare agli stati. Attraverso il debito le banche gestiscono la politica degli stati e le nostre stesse vite, perché ne sono le reali proprietarie. Inoltre esercitano il potere mettendo i loro uomini in posizioni decisionali strategiche. Qualche esempio? Mario Draghi, presidente della BCE, è stato vicepresidente della banca Goldman Sachs; Mario Monti è stato consulente internazionale di Goldman Sachs, è membro del gruppo Bilderberg e presidente europeo della Commissione Trilaterale (fondata dal banchiere americano Rockfeller); Lucas Papademos è stato presidente della BCE dal 2002 al 2010. Attraverso il loro operato le classi dirigenti di grossi gruppi bancari hanno guadagnato sempre più potere e ricchezza con il beneplacito dei governanti. Con il pretesto di controllare l’inflazione, si sono appropriate del monopolio sulla moneta, riducendo effettivamente le spinte inflattive ma a discapito di una sottomonetarizzazione dell’intera economia, con conseguente rallentamento della stessa e progressivo impoverimento dei cittadini. In pratica non ci sono abbastanza soldi in circolazione e ce ne rendiamo facilmente conto nella quotidianità: manca denaro agli stati, alle istituzioni pubbliche, alle imprese, ai cittadini.</em></span></p>
<p>Ma allora quale potrebbe essere la vera e radicale soluzione del debito pubblico?</p>
<p>Gli stati, e quindi i cittadini, devono prima di tutto riprendere il controllo delle banche centrali tramite un’azione legislativa da parte del Parlamento europeo e del Consiglio europeo nei confronti della Commissione europea e della BCE. È legalmente possibile, è solo questione di volontà politica. A questo punto il Parlamento europeo dovrà disporre un piano di emissione monetaria gratuita accreditandola a poco a poco nel corso dei prossimi anni ai bilanci statali in proporzione alla popolazione e al PIL.<br />
Questa moneta potrà essere usata dagli stati solo per arrestare e ridurre progressivamente il debito pubblico. Se ciò sarà effettuato dosando adeguatamente questa iniezione di liquidità, non bisognerà temere l’inflazione perché l’economia è attualmente molto sottocapitalizzata e la mancanza di moneta è proprio il problema basilare dell’attuale recessione dei paesi sviluppati. Inoltre grazie ad un adeguato controllo sui prezzi e sui salari e alla possibilità ad <strong>esempio di ridurre l’IVA</strong> e i dazi sui carburanti, le eventuali spinte inflattive potranno essere facilmente controllate.<br />
Non bisogna inoltre dimenticare che le stesse manovre di austerità provocano inflazione perché tasse e dazi aumentano i prezzi. Allo stesso tempo la riduzione di stipendi e pensioni portano ad una diminuzione del potere di acquisto. <strong>Non più strozzati da tasse e balzelli</strong>, i cittadini ricomincerebbero a respirare e l’intera economia ripartirebbe.</p>
<p>I tassi di interesse diminuirebbero e l’euro si rafforzerebbe perché l’economia europea sarebbe di nuovo degna di fiducia.</p>
<p>Riassumendo, la BCE e tutte le banche centrali statali dovrebbero essere inizialmente nazionalizzate, per poi passare in gestione a strutture o commissioni indipendenti senza scopo di lucro e finalizzate al bene pubblico, sotto il controllo legislativo da parte degli stati. Chi dice che questo non è possibile o che avrebbe effetti deleteri nega la realtà che è sotto i nostri occhi con esempi eclatanti: stati come Nuova Zelanda e Norvegia, che hanno economie solide, possiedono banche centrali di proprietà completamente dello stato. Al contrario Italia e Grecia, come altri stati dell’ UE in grossa difficoltà, hanno<strong> banche centrali privatizzate</strong>. Ora si capisce anche il motivo della durissima reazione degli organi di potere europei nei confronti dell’Ungheria, che con la nuova costituzione intende aumentare il controllo statale sulla sua banca centrale.</p>
<p>La situazione in alcuni paesi dell’area euro è davvero preoccupante. La gente non ha più soldi per acquistare le merci presenti nei negozi, apprendiamo di casi di suicidi tra i piccoli imprenditori, iniziano rappresaglie nei confronti di banche e agenzie delle entrate che potrebbero sfociare in veri e propri atti terroristici, le piazze si stanno riempiendo di gente sempre più arrabbiata, senza soldi e senza futuro. La situazione ha delle preoccupanti analogie con la crisi del 1929, con la differenza peggiorativa che oggi gli stati sono molto più indebitati. Allora la crisi aveva preparato il terreno alla <strong>seconda guerra mondiale</strong>, oggi la povertà e la sfacciata maldistribuzione della ricchezza tra i tanti poveri e i pochi ricchi è terreno fertile per future rivolte sociali e rivoluzioni.</p>
<p>Sono pochissimi coloro che conoscono i meccanismi di funzionamento del sistema finanziario, che viene accettato da tutti come un dogma senza pensare che da esso dipende il nostro futuro e quello dei nostri cari. Auspico che i media e coloro che scrivono di economia e finanza abbiano il coraggio di diffondere questi concetti ai cittadini, perché solo attraverso una corretta informazione sarà possibile creare una coscienza popolare necessaria per costringere i nostri governanti a <strong>cambiare un modello</strong> che ha fallito e che, continuando in questa direzione, non potrà che portarci nel baratro.</p>
<p>Sarei grato a tutti coloro che condividono questo mio scritto a diffonderlo integralmente a tutti i contatti conosciuti inviandolo per mail, inserendolo su forum e blog, parlandone ad amici e conoscenti, sempre allegando e citando la fonte dalla quale ho tratto spunto per diversi concetti espressi e che vi consiglio di leggere integralmente. Solo sapendo come funzionano le cose potremo iniziare a lottare per <strong>cambiare un sistema</strong> che ci sta opprimendo.</p>
<p><a title="leggi un articolo interessante" href="http://web.resmarche.it/resmarche/docs/420.pdf" target="_blank">http://web.resmarche.it/resmarche/docs/420.pdf</a></p>
<p>MP</p>
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		<title>Diritto di famiglia: di male in peggio!</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 07:57:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Darione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’autorità parentale congiunta diventa la regola. Siete soddisfatti della nuova normativa? Sì e no. Siamo l’ultimo paese d’Europa a riconoscere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’autorità parentale congiunta diventa la regola. Siete soddisfatti della nuova normativa?</strong></p>
<p>Sì e no. Siamo l’ultimo paese d’Europa a riconoscere ai propri figli questo diritto. Non ci pare un gran progresso, come ha ammesso la signora Sommaruga. Tuttavia, in molti casi potrebbe risultare meglio di quanto fatto fin’ora, a condizione però che un’autorità di vigilanza la facesse davvero rispettare ricorrendo, in caso di inosservanza, a sanzioni adeguate. Ad ogni modo, per noi padri si prospettano tempi durissimi in cui generare un figlio equivarrà ad un vero suicidio, come minimo dal profilo economico. Per il resto, non cambierà ahinoi nulla. Impietoso, pare continuare il processo di privazione di una qualsiasi funzione educativo-formativa e d’autorità al padre, sia in seno alla famiglia che in società.</p>
<p><strong>Vi aspettavate altro?</strong></p>
<p><a href="http://www.swissact.com/wp-content/uploads/2011/12/sommaruga.png" rel="lightbox[1800]"><img src="http://www.swissact.com/wp-content/uploads/2011/12/sommaruga-300x140.png" alt="" title="sommaruga" width="300" height="140" class="alignleft size-medium wp-image-1801" /></a>Francamente sì. Noi padri abbiamo mandato 1500 sassi alla signora Sommaruga dato che voleva tardare la revisione della legge. Dopo aver rinunciato a certe rivendicazioni palesemente femministe, il CF ha deciso di adottare il messaggio presentato il 17 novembre. Per fare inghiottire al popolo l’amara pillola, il CF rivedrà il diritto al mantenimento per le madri non coniugate o divorziate in un futuro prossimo.</p>
<p><strong>Come giudicate dunque il messaggio?</strong></p>
<p>Il progetto di frantumazione della famiglia continua. Si vogliono isolare innanzitutto i padri, ora lentamente e subdolamente anche le madri, dai figli. Siamo tutti soli, già oggi, con i nostri diritti individuali. Sparisce il concetto d’unità della famiglia, di solidarietà e di socialità: è un vero dramma quello che si sta attuando! La proposta di modifica di legge si fonda sul concetto vacuo e fatuo di “bene del figlio”. Non crediamo che vi sia qualcuno che possa definirlo in maniera univoca. Per il bene dei figli si sono commessi i più orrendi crimini contro l’infanzia, proprio in Svizzera. Basti ricordare gli scandali di Pro Juventute e “Verdingbuben”, ai minori strappati ai genitori (donne non sposate, zingari, famiglie povere) e poi venduti dalle autorità tutorie svizzere come mano d’opera sottocosto. E’ la storia che ha coinvolto 100 mila ragazzi, storia terminata solo all’inizio degli anni ’70. Guai mettersi nelle mani dello Stato, ancor di più se si è minorenni!</p>
<p><strong>Maldicenze?</strong></p>
<p>14&#8217;000 ragazzi in Ticino vivono separati dai propri padri. Le pare insignificante? Pare incredibile che nelle recenti elezioni federali un solo politico in tutto il Cantone si sia preso a cuore il tema: l’onorevole Lorenzo Quadri! Nessun’altro!</p>
<p><strong>In concreto cosa avete da rimproverare al nuovo messaggio?</strong></p>
<p>L’ingerenza invadente dello Stato (pretori, giudici o tutorie) nei problemi di famiglia. Saremo sempre più alla mercé di giuristi dall’anima di ferro e per di più incompetenti in materia. Sono esseri imprevedibili e lunatici, che lucrano sulla miseria e sulle “crisi” delle famiglie.</p>
<p><strong>E voi cosa proponete?</strong></p>
<p>Abbiamo un validissimo modello che sta riscuotendo ampi consensi in Germania: la Cochemer Praxis. Il giudice Jürgen Rudolf è stato addirittura a Berna, come pure in Ticino su invito di AGNA e delle autorità ticinesi. Non ha lasciato traccia … E cioè?</p>
<p>E’ un tema lungo che non può esser affrontato in questa sede. Ma per darle un’idea, nella Cochemer Praxis il giudice non giudica, la mediazione è obbligatoria, un accordo sul futuro dei figli viene concordato tra i genitori entro 15 giorni. Il giudice riceve da parte degli avvocati solo una pagina A4 sul progetto di divorzio. Se il genitore affidatario ostacola le relazioni del figlio con quello non affidatario, l’affidamento passa senza troppi indugi all’altro genitore. Né più, né meno. Contrariamente a quanto viene fatto da noi, i figli sono e rimangono, dal principio alla fine, concretamente tenuti al centro del processo di separazione e divorzio.</p>
<p><strong>Tornando alla revisione in questione, cosa vi ha colpito particolarmente?</strong></p>
<p>Il Consiglio Federale ammette che le decisioni dei giudici o delle tutorie non si possono far rispettare nella pratica! Ci siamo letteralmente scandalizzati di leggere, citiamo testualmente: “Il CF rinuncia per ora a punire espressamente il genitore incaricato della custodia che impedisce di esercitare il diritto di visita (di solito le madri, ndr). E’ infatti lecito temere che punendo un genitore soffra anche il figlio”. Fine della citazione. Non le pare un insulto alla dignità proteggere una madre che impedisce ai propri figli di mantenere la già misera relazione col padre? Eliminare il padre dalle relazioni dei figli, per mano delle “intoccabili” madri, non è parimenti motivo per i minori di grande sofferenza nell’immediato e nel futuro?</p>
<p><strong>Cosa pensate del diritto delle madri ad essere mantenute?</strong></p>
<p>In Germania una donna con figli è obbligata ad essere autosufficiente appena il figlio compie 3 anni. Da noi, se il giudice lo ritiene opportuno, la donna sta a casa per 10 anni a tempo pieno senza lavorare, al 50% fino al 16imo anno d’età del figlio! Domani sarà possibile per una donna fare figli da padri differenti per vivere mantenuta e agiatamente. Con la legge attuale e dopo la revisione avremo, per volontà politica, una società senza padri, come profetizzava già nel 1963 Alexander Mitscherlich.</p>
<p><strong>Ci sono altri indizi per la vostra tesi che ci pare ardita?</strong></p>
<p>Certamente: il folle affanno per la realizzazione di asili nido. La signora Widmer Schlumpf si vanta di aver creato 20 mila posti per i neonati nel paese e lamenta che ne mancano almeno ancora 50 mila. Il tutto per allontanare le madri dai figli già da 0 a 3 anni nel nome del soldo.</p>
<p><strong>C’è qualche osservazione che volete fare prima di concludere l’intervista?</strong></p>
<p>Certamente: nella conferenza stampa (http://www.tv.admin.ch/it/ archiv?video_id=417 ) si è capito che la nostra consigliera federale signora Sommaruga non sa cosa significhi “Droit de garde”, termine francese per “custodia parentale”! Röstigraben o semplicemente palese mancanza di conoscenza delle lingue nazionali? Crediamo che i cittadini di questo paese abbiano il sacrosanto il diritto di essere governati da politici che palleggiano bene almeno due lingue nazionali. Non le pare ovvio?</p>
<p>www.papagenonews.ch</p>
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		<title>L&#8217;economia é al tracollo</title>
		<link>http://www.swissact.com/2011/11/22/leconomia-e-al-tracollo/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 20:16:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Darione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Hot]]></category>
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		<description><![CDATA[Da giorni sento parlare di problemi economici, dei titoli in borsa che crollano di 190 milardi persi in una sola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da giorni sento parlare di problemi economici, dei titoli in borsa che crollano di 190 milardi persi in una sola giornata e di mille altre fanfaronate, si urla che é un periodo di recessione, che non c&#8217;e&#8217; mai stata cosi&#8217; tanta crisi si spaventa la gente quasi a livelli da Gestapo, ma in realtà cosa sta&#8217; succedendo? Niente!! Nulla di piu&#8217; semplice del fatto che i grandi BORSONI, banche grandi industrie uomini d&#8217;affari e di potere non riescono piu&#8217; a straguadagnare fregando il popolo ed ecco la crisi!</p>
<p>Ogni volta che si sente urlare al disastro il normale cittadino si alza va a lavorare e non cambia nulla, il piccolo artigiano il panettiere il calzolaio il muratore si alzano la mattina e vanno a lavorare e se la sera sono riusciti a lavorare per tutta la giornata sono felici di aver portato a casa il pane quotidiano e magari anche qualche centesimo per il pane di domani.</p>
<p>Alla gente normale al popolo a noi, la vita non é cambiata drasticamente nessuno di noi a perso i miliardi, semplicemente perché la gente normale non sà neppure cosa sono, in questa GUERRA sono solo i PALANCAI  ad avere un profitto ed una perdita, ma quando c&#8217;e&#8217; il profitto allora va tutto bene, quando invece vi é una perdita dovuta sopratutto alle grandissime speculazioni allora ci allarmano dicendo che va tutto a rotoli!</p>
<p>Oggi é necessario smettere con le speculazioni inutili, non tutti sanno che oggi in borsa siamo arrivati al punto di scommettere tonnellate di denaro su quale sarà l&#8217;azione che andrà peggio!</p>
<p>Capite dove andiamo a finire?<br />
Le banche prestano con interessi i soldi ai privati e agli stati.<br />
In pratica ti danno 100 e ti chiedono da 102 a 110. Ma se ti hanno dato 100 e devi ridare 102-110, dove cavolo li prendi gli altri 2-10??? Li devi richiedere a loro che te li danno chiedendoti un nuovo interesse.<br />
Ecco come si crea e si autoalimenta il debito pubblico. Se la facoltà di stampare moneta fosse in mano agli stati stessi (e quindi ai cittadini) e non si dovessero pagare gli interessi sulla carta moneta, il debito pubblico sarebbe diminuito negli ultimi decenni, non esploso!<br />
Ora si cerca di mettere a posto i conti succhiando con tasse e balzelli i soldi dei cittadini prosciugandoli, come ai tempi di Robin Hood. Ma i soldi succhiati non basteranno mai per ripagare i debiti e gli interessi sul debito, perché non solo i soldi non bastano, ma anche perché si diminuisce la produttività, il potere d&#8217;acquisto, le entrate (perché la gente guadagna sempre meno) e il PIL.</p>
<p>Si blocca tutto tranne l&#8217;aspirapolvere degli stati che sono in mano alle banche (guardare il CV di Monti per capire..). Vedi la Grecia, che malgrado le misure di austerità ha visto il debito pubblico aumentare ancora, non diminuire!!!</p>
<p>Qui arriva un casino allucinante. I soldini che abbiamo via tra qualche anno non ci saranno più, succhiati o svalutati. L&#8217;unica speranza é che in europa si faccia una rivoluzione che porti a ridare il controllo della stampa della moneta agli stati e alla gente come deve essere.</p>
<p>date un occhiata a questo video purtroppo in lingua francese che spiega veramente bene quello che sta&#8217; succedendo.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/ZE8xBzcLYRs?rel=0" frameborder="0" width="540" height="369"></iframe></p>
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