Essere calmi e rilassati diminuisce il rischio di sviluppare demenza senile 
A dimostrarlo è uno studio guidato da scienziati del Karolinska Institute di Stoccolma, in Svezia, che hanno sottoposto un questionario sulla personalità a 506 persone di 78 anni o più e che non soffrivano di demenza al momento di rispondere alle domande. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Neurology. Dal questionario sono state misurate le personalità dei soggetti distinguendo le persone calme e soddisfatte da quelle negative, nervose ed emotivamente instabili. Inoltre, sono stati distinti i soggetti socievoli da quelli tendenzialmente più solitari. Il rischio di sviluppare demenza senile è del 50% più basso nei soggetti calmi, siano essi più socievoli o meno. Gli intervistati sono rimasti sotto osservazione per 6 anni, alla fine dei quali 144 hanno sviluppato demenza. Secondo i ricercatori, le motivazioni di questa differenza tra persone calme e nervose sono da ricercare a livello del tessuto cerebrale che, in condizioni di stress e ansietà, viene danneggiato dai composti chimici rilasciati dai neuroni.

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L'inquinamento dei fiumi aumenta i problemi di infertilità del maschio 
Ci sarebbe un legame ben preciso tra l'inquinamento delle acque e l'aumento dei problemi di fertilità maschile. A dirlo è uno studio pubblicato sulla rivista 'Environmental Health Perspectives', che mostra per la prima volta come un gruppo di componenti chimici in grado di bloccare il testosterone siano stati trovati nei fiumi della Gran Bretagna, colpendo gli animali e l'uomo. In particolare i ricercatori hanno identificato un gruppo di sostanze che agiscono come 'anti-androgeni', inibendo cioé le funzioni degli ormoni maschili quali il testosterone e riducendo così la fertilità nell'uomo. Alcuni di questi componenti sono contenuti nelle medicine, come quelle contro il cancro, e nei pesticidi usati nell'agricoltura. Secondo gli studiosi quando finiscono nel sistema idrico, questi elementi chimici svolgono un ruolo cruciale, provocando una 'femminilizzazione' nei pesci maschi. Gli ormoni sessuali femminili, cioé gli estrogeni, e i componenti chimici che li imitano, stanno femminilizzando la componente maschile dei pesci, facendogli cambiare sesso. Trovati negli scarichi industriali e nelle pillole contraccettive, queste sostanze arrivano nei fiumi tramite le fognature. "Ipotizzare conseguenze anche per la fertilità degli uomini è plausibile - dicono i ricercatori - in particolare per l'aumento delle difficoltà provocate dalla sindrome da disgenesi testicolare".

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Barack Obama è anche il nostro Presidente. Il mondo potrebbe cambiare grazie a lui. Ecco perché... 
Dopo l’11 settembre ci sentimmo tutti americani. L’immane tragedia di New York provocò uno shock così grande fa seppellire ogni altra considerazione che non fosse la solidarietà, la compassione, il bisogno di stare accanto alle vittime della follia e della crudeltà. Ci sentimmo parte di una umanità deturpata come capità in occasione delle grandi tragedie. Ebbene oggi ci sentiamo americani fino al midollo perché è cominciata una pagina di storia degli Stati Uniti e, probabilmente nel mondo.
Grazie al popolo americano alla testa dellla nazione più potente del mondo, più ricca e più libera, nonostante tutto, c’è un uomo che interpreta i bisogni prevalenti dell’umanità, che rappresenta razze ed etnie diverse, che parla il linguaggio dei dotti e degli uomini della strada, che si occupa dei ricchie e dei poveri, che coniuga idealismo e pragmatismo, che considera il potere uno strumento, indispensabile, per cambiare i destini dell’umanità.
Troppa enfasi?
Sì’, è vero, ma si tratta di una enfasi meritata, di cui si ha fortemente bisogno. E’ l’enfasi che si prova quando una notizia, un evento, un episodio fa cadere sgomento, angoscia, attesa inquieta; l’enfasi che scioglie l’inquitudine, la trepidazione, concede qualche risposta ai nostri dubbi, ti lascia sperare. L’enfasi che aiuta la speranza a sperare, insomma, perché siamo usciti dal tunnel. Poco importa che le attese siano esagerate, che governare impone rinunce, che le ingiustizie non potranno essere cancellate, che si vivrà esattamente come prima chissà per quanto tempo ancora. Barack Obama ci fa il dono della speranza, ci lascia gioire di un probabile futuro.
Da domani sarà anche il nostro Presidente, come lo sarebbe stato chiunque fosse stato eletto a Washington. Perché ciò che decide il Presidente degli Stati Uniti, lo si voglia o no, ci riguarda da vicino e può cambiare la nostra vita. Ma sarà con il cuore e la regione il nostro Presidente, perché lo sentiamo nostro, perché ne abbiamo bisogno, perché ci sentiamo orfani di uno come lui.
Non è italiano?
Va bene, ma ha poca importanza. Alla patria non si può rinunciare anche se lo si vuole: la nostra vita è impregnata dell’Italia, della sua cultura, della sua storia, delle sue consuetudini. L’amiamo il nostro Paese e lo rispettiamo. Ma proprio perché lo amiamo, vogliamo che far parte di un mondo governato da Barack Obama. Non ci piacciono quelli che stanno in alto. Non ci piace di essere governato con la bacchetta magica e le barzellette, non ci piace l’assenza di valori, di rispetto, di tolleranza di questo nostro grande Paese. Soprattutto la mancanza di compassione per chi sta peggio, e la mostruosa abilità di turlupinare il prossimo. E non ci piace nemmeno l’idiozia di chi si preoccupa della salma di Lenin o guarda con invidia al dispotismo sudamericano che indossa gli abiti della democrazia pret a porter. Non ci piace l’assenza di umanità di chi dovrebbe averne tanta da accogliere nella sua chiesa tutti quanti. Non ci piace il volto di un Paese deturpato dal giustizialismo da una parte e dal lassismo dall’altra. Tutto questo ci fa desiderare una pagina nuova di storia. Barack Obama è figlio di un clandestino, è nero, bianco e meticcio; è africano, americano ed europeo. E’ un uomo colto che usa le parole semplici. E’ la fine del razzismo, una lancia spezzata contro ogni discriminazione. Se non dovesse riuscire a risolvere la crisi economica americana in tempi brevi, per i cittadini del suo Paese, e quelli del mondo, rimarrebbe quello che è; ed è già tanto. Nelle due settimane che hanno preceduto la sua elezione, eravamo negli States: a Chicagho, la città di Obama, a New York, la città che lo ha fortemente voluto, a Washington, la capitale che lo accoglie. Ovunque abbiamo trovato il clima delle grandi giornate. Accanto alla trepidazione dei militanti e della gente di colore, alla passione dei giovani la convinzione che stava succedendo qualcosa di importante e che vivere questo evento sarebbe stato un privilegio. Ho incontrato e parlato con uomini e donne di ogni colore. E quando qualcuno mi chiedeva perché bisognasse votare Obama - in realtà lo chiedeva a se stesso – rispondevo semplicemente: first of all, because is black…

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E' morto l'attore Bob May 
LOS ANGELES - L'attore Bob May e' morto all'eta' di sessantanove anni dopo un'operazione al cuore non riuscita.
May, reso popolare dall'interpretazione del robot nella serie tv Lost in Space, ha in seguito recitato in altre popolari serie televisive americane e lavorato come controfigura in Cheyenne, Surfside 6, Hawaiian Eye, The Roaring 20s e Stagecoach. Di recente aveva perso la sua casa, distrutta dagli incendi che hanno devastato la periferia nord di Los Angeles.

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Bundchen pianta 125mila alberi 



SAN PAOLO, 20 GEN - La top model brasiliana Gisele Bundchen finanziera' il rimboschimento della sua citta' natale,Nova Horizontina, con 125 mila alberi.
La cittadina dello stato brasiliano del Rio Grande do Sul si trova in una zona devastata dall'agricoltura intensiva degli ultimi decenni.

In segno di gratitudine per il luogo che le ha dato i natali la modella ha deciso di ripiantare tutt'attorno migliaia di alberi delle specie oggi scomparse dalla zona.

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Ted Kennedy sviene al pranzo in onore ad Obama 
NEW YORK - Il senatore Ted Kennedy e' svenuto durante il pranzo in onore del presidente Barack Obama in Campidoglio. Lo riferiscono la Cnn e la Nbc. Kennedy, che e' stato portato via in barella, sembra abbia avuto un attacco di convulsioni. Il pranzo sta proseguendo anche se un altro anziano senatore democratico della West Virginia, Robert Byrd, ha avuto un malore. Il presidente degli Stati Uniti Obama, rivolto ai presenti, ha detto:'le mie preghiere in questo momento sono con Kennedy'.

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