Vogliamo pagare le tasse 
I bordelli del Nevada vogliono pagare le tasse. Ma le autorità dell'unico stato Usa dove la prostituzione è legale non ne vogliono sapere. La situazione paradossale nasce dal fatto che i 25 bordelli autorizzati ad esercitare la loro attività nel Nevada hanno pagato finora le tasse solo alle contee, versando allo stato del Nevada solo una tassa annuale di 100 dollari per il rinnovo della licenza. I proprietari dei bordelli, autorizzati nel 1971 ad esercitare la loro attività in luoghi come il 'Bunny Ranch', temono che le autorità del Nevada finiscano prima o poi con il mettere al bando la prostituzione legalizzata. Il pagamento delle tasse renderebbe più difficile per il Congresso del Nevada dichiarare illegale il mercato del sesso. Hanno così ingaggiato un dinamico lobbysta, George Flint, che da tempo sta facendo pressioni sui membri del Congresso del Nevada perché accettino, sotto forma di tassa, una parte dei guadagni dei bordelli. "Finora la mia è stata una voce nel deserto - afferma Flint - Ma forse adesso le cose stanno cambiando".
A far cambiare la situazione è soprattutto la crisi economica che ha provocato problemi di bilancio anche al Nevada, uno stato che vive soprattutto sul turismo e sul gioco d'azzardo, con entrate inferiori di quasi due miliardi di dollari a quelle previste per il 2008. Flint è accusato da alcuni parlamentari del Nevada di avere un secondo fine: finora i bordelli sono stati autorizzati ad operare solo nelle contee con meno di 400 mila abitanti, escludendo così automaticamente la contea Clark (dove si trova Las Vegas) e la contea Washoe (dove si trova Reno). Il pagamento delle tasse potrebbe essere usato come un 'cavallo di Troia' per estendere l'attività dei bordelli legalizzati anche a Las Vegas e Reno, dando alle autorità del Nevada massicci introiti. Tra i fautori della prostituzione legalizzata a Las Vegas c'é anche Oscar Goodman, il sindaco della capitale del gioco d'azzardo, che trova ingiusto che il bordello legale più vicino alla metropoli sia nella contea di Nye, a circa 100 chilometri da Las Vegas.
"Stiamo gettando al vento decine di milioni di dollari di introiti che potrebbero essere generati da una tassa sui bordelli - afferma il sindaco - Sappiano tutti che Las Vegas é piena di prostitute. Ma esercitano illegalmente la loro attività e la città non ricava un dollaro da questa situazione".

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Raddoppiato tasso mortalita' delle foreste 
Muoiono gli alberi secolari delle grandi foreste Usa della costa occidentale, con una velocita' piu' che raddoppiata negli ultimi 50 anni.Lo ha scoperto uno studio pubblicato su Science e coordinato dalla Usa Geological Survey, secondo cui la causa sarebbe il riscaldamento climatico e lo stress da siccita'. L'indagine ha esaminato le grandi foreste dell'Ovest, fra cui la Giant Sequoia National Forest a nord di Los Angeles, con piante anche millenarie, e il Parco di Yosemite in California.



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Ricattato l'attore John Travolta  
Londra - John Travolta non ha dovuto affrontare solo il dolore per la perdita del figlio, ma anche il ricatto per evitare che le foto della tragedia venissero pubblicate.

Due presunti estorsori hanno contattato l'attore americano, chiedendogli alcuni milioni di dollari in cambio delle immagini che ritraevano il figlio sedicenne a bordo di un'ambulanza che lo portava in ospedale.

Il ragazzo è morto durante le vacanze natalizie della famiglia alle Bahamas il 2 gennaio scorso.
Era stato trovato privo di conoscenza nella sua casa a Old Bahama Bay. Jett, che soffriva della sindrome di Kawasaki, una malattia dei vasi sanguigni, era morto praticamente sul colpo dopo aver sbattuto la testa contro la vasca da bagno o a seguito di un malore.

I due estorsori hanno minacciato l'attore di vendere le foto al migliore offerente nel caso in cui l'attore si fosse rifiutato di pagare la somma richiesta.

Secondo quanto riferisce il Daily Mail, nell' affare sono coinvolti un politico delle Bahamas ed un altro legato al servizio di pronto soccorso.
Entrambi sarebbero stati già interrogati dalle autorità locali. Per la polizia, riferisce sempre il quotidiano britannico, "le indagini sono ancora all'inizio ma Travolta sta collaborando pienamente con gli inquirenti".

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Fidel Castro pessimista 
L'AVANA - L'ex presidente cubano Fidel Castro, in un articolo apparso ieri su internet, si e' detto pessimista sul presidente Usa, Barack Obama.
Il suo potere, a suo dire, non servira' a sanare i problemi di fondo del capitalismo.
Castro scrive che Obama non ha ancora superato ''la piu' importante delle prove''. ''Che fara' fra poco - si chiede - quando l'immenso potere che ha preso nelle sue mani diventera'assolutamente inutile per superare le insolubili contraddizioni antagonistiche del sistema?''

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Uganda: meningite, almeno 35 morti 
KAMPALA - Almeno 35 persone sono morte nelle ultime due settimane per un'epidemia di meningite che sta colpendo l'Ovest ed il Nord ovest dell'Uganda. Lo rendono noto fonti mediche ufficiali, che precisano che i casi accertati sono finora 47, ma si teme che possano essere molto piu' numerosi, soprattutto considerando la grave siccita' che colpisce l'area. Intanto e' stata lanciata una massiccia campagna di vaccinazioni.

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Obama, noi non torturiamo 
WASHINGTON - Gli Usa 'non torturano', gli interrogatori di presunti terroristi 'dovranno obbedire alle regole del manuale dell'Esercito'. Lo ha detto il presidente americano nel firmare un ordine esecutivo che cambia le regole per gli interrogatori.
La Cia non potra' piu' usare metodi che non siano previsti dal Pentagono.
Obama ha anche firmato un ordine esecutivo per la chiusura, entro un anno, del carcere di Guantanamo per presunti terroristi. I detenuti dovranno essere trasferiti altrove. Obama ha inoltre disposto, con un ordine esecutivo, la revisione di tutti i casi dei 250 detenuti di Guantanamo. Oltre al riesame dell'intero sistema militare, con la sospensione per il momento dei processi ai terroristi. Disposta anche una revisione della situazione del detenuto del Qatar Ali al-Marri, l'unico 'combattente nemico' imprigionato sul territorio americano.

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