Nel centro commerciale MoveIn di Cerro Maggiore, trovate quest'oasi della pizza, un posto incantevole, con prezzi convenienti, dispone inoltre di una grande sala adibita ai fumatori, ed il mercoledi al Karaoke.
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( 3 / 300 )Washington, 1 set.
La Casa Bianca arruola il Muppet Show per combattere l'influenza A.
Elmo, Gordon e gli altri leggendari pupazzi di Sesame Street, storico programma per ragazzi americani conosciuto e seguito da decenni in tutto il mondo, sono stati mobilitati dal dipartimento della Sanita', della Sicurezza nazionale e dell'Istruzione, per una campagna di informazione e prevenzione lanciata in occasione della riapertura delle scuole.
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( 3 / 312 )Lunedì 31.08.2009
I cancelli della fabbrica sono chiusi, gli operai, riuniti a gruppi, ancora increduli e con gli occhi arrossati dalla commozione non fanno avvicinare nessuno e le tre bandiere di Unione Europea, Italia e Svezia, poste al centro del cortile sono ammainate in segno di lutto.
È un pomeriggio di dolore, alla Novembal di Sezzadio, ditta italo-scandinava specializzata nel ramo degli imballaggi (produce confezioni di tetrapak e tappi per la chiusura di bottiglie): pochi metri più in là, qualche minuto dopo le 15 un giovane operaio di 34 anni è morto, fulminato dallo shock anafilattico dopo la puntura di un insetto.
La tragedia si consuma nel breve volgere di qualche istante negli spogliatoi dell’azienda: Claudio Mantello, giovane dipendente dell’impresa, si trova lì per cambiarsi, durante un cambio turno, quando una grossa vespa lo punge alla gola, molto vicino alla vena giugulare. Il giovane ha appena il tempo di accorgersene, vedere la pelle che si gonfia e mormorare qualche parola. Poi cade a terra. Non si rialzerà più, fulminato dalla reazione allergica.
I soccorsi dei compagni sono rapidi, ma non servono a niente: l’operaio muore ancor prima dell’arrivo dell’ambulanza, ed è difficile stabilire se sia più forte il dolore o l’incredulità, al cospetto di un giovane così forte e robusto, nel pieno del vigore, ucciso da un insetto così piccolo.
Mentre sul posto accorrono i carabinieri di Sezzadio, lo stabilimento chiude subito i battenti, in segno di lutto, prima ancora di consentire ai militari di compiere tutti i rilievi di una indagine senza misteri.
La notizia da Sezzadio si sparge velocemente fino a Castelnuovo Bormida, il paese dove Claudio Mantello viveva dal 2006. A Castelnuovo, dove era arrivato da Valenza, aveva trovato casa, in via Cavalchini, e aveva trovato l’amore, con una giovane del luogo, Franca Pistarino. I due si erano sposati all’inizio dell’anno, con rito civile; la moglie attende un bambino che dovrebbe nascere a novembre.
La notizia della morte di Claudio Mantello ha scosso la quiete di un pomeriggio d’estate caldo e sonnolento, e in paese l’atmosfera è quella di una grande e dolorosa commozione. Marisa, che insieme al marito gestisce la rivendita di giornale nella piazza principale, non si dà pace: «È assurdo – ripete – morire così, per una puntura d’insetto, a 34 anni… così giovane… Non ci sono parole. Siamo tutti vicini alla moglie».
Anche il sindaco, Mauro Cunietti, è commosso: «Quando mi hanno riferito l’accaduto sono rimasto senza fiato. Non volevo crederci. Lui era arrivato qui da appena un paio d’anni ma si era subito integrato: bravo ragazzo, gran lavoratore. È una tragedia per l’intero paese».
Nella piazza principale non si parla d’altro, e tutti paiono sinceramente affranti per la sorte di un giovane, che venuto da fuori, era riuscito subito a trovare un suo spazio nella piccola comunità, grazie anche al suo impegno nella Pro Loco; in tanti lo ricordano all’ultima edizione degli “Scacchi in Costume” prodigarsi per la perfetta riuscita della manifestazione. Volontario al servizio degli altri dopo le ore passate al lavoro. Vittima di una morte assurda.
Mandio, resterai sempre tra di noi.......
Micio65
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( 3 / 312 )A volerlo mettere sul ridere ci si potrebbe chiedere se in quel di Berna (per un pò più di precisione nei pressi del dipartimento degli interni e del UFSP) sia arrivato a una partita di Fendant al metanolo o un carico di funghi allucinogeni! Il tragico è che da ridere non c’è veramente niente, mentre c’è da piangere grosse lacrime.
L’ultima trovata uscita dal calderone degli apprendisti stregoni del dipartimento è quella di chiedere un ticket di 30 fr. al paziente per ogni visita presso il medico (ma non c’è già la franchigia e la partecipazione del 10%?).
Scopo prefisso: indirizzare prima il paziente dal farmacista (??? e perché non anche dalla chiromante di turno?) sperando che si possa evitare il medico (siamo veramente così appestati?).
Quello che non si dice poi è che se il farmacista dispensa dei farmaci deve limitarsi a quelli senza obbligo di ricetta, e questa spesa non sarà rimborsata dalle casse malati ma pagata di tasca propria dal paziente, poiché priva di ricetta. Ricordo qui che è illegale e quindi proibito stilare ricette a posteriori (che a questo punto contemplerebbero comunque il ticket di 30 fr, poiché il medico non può certo lavorare gratis). O si vuole forse sostituire la medicina di famiglia con la farmacia (dove poi operano dei trust come galenica, Galexis, ecc...)? o invece si spera di incrementare la vendita di prodotti Mepha, industria dove opera a livello direttivo un famigliare di....?
In breve il succo del discorso è che il paziente deve ancora sborsare di tasca propria e nel contempo procede alacremente l’opera di demolizione della medicina di famiglia.
Mi permetto poi un appunto per quanto concerne la reazione dell’onorevole Couchepin alla giornata nazionale di sciopero dei medici: “me ne frego” (letteralmente in francese “je m‘en fous”): credo che solo in Cina e in Corea del Nord si possa vedere una risposta di questo tipo da parte di un politico ai vertici davanti ad una contestazione di massa, senza lasciare spiraglio alcuno di negoziazione.
La frase poi, formulata sempre in Ticino, 2 settimane fa “se il medico di famiglia esegue 2 esami ad ogni paziente che varca la porta dello studio, guadagna più di prima” è estremamente offensivo e spregiativa per al categoria: onorevole Couchepin, gli esami li facciamo a chi ne necessita, e non a tutti!!! Lei non ha ancora capito che noi stiamo difendendo la qualità, l’accesso per tutti alle cure, e non il guadagno.
La frase pronunciata da Couchepin è un invito a delinquere, ed è indegna di un consigliere federale!, anche se fosse stata proferita per demogogia, allo scopo di confondere le idee (a quando le scuse?). Credo che non si sia mai vista una tale dose di stupidità, d’improvvisazione, di dilettantismo e probabilmente di mala fede a livello federale. Da un lato si versano fior di miliardi alle banche senza discriminazione alcuna, mentre dall’altro si saccheggia la tasca del povero cittadino che ha oltretutto la sfortuna di ammalarsi.
Ripeto qui l’appello che ho già formulato a mezzo stampa: politici che contate, assumetevi le responsabilità e mettete fine a questo scempio. Non aspettate una sollevazione popolare.
Dr. med. E. Massera
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( 3 / 326 )É questa la cronaca della morte annunciata del sistema sanitario svizzero, per anni fiore all’occhiello ed orgoglio di tutti noi per il livello generale medio alto e l’accessibilità per ogni cittadino indipendentemente dall’estrazione sociale al meglio offerto dalla medicina moderna.
Sono notizie di questi ultimi tempi: proposte di abolire la moratoria per la medicina generale e non per gli specialisti, riduzione delle tariffe di laboratorio, comprese quello dello studio del medico di famiglia.Quest’ultima decisione con la giustificazione di un risparmio di 200 milioni di franchi, quando eminenti esperti reputano che questo reputano che questo passo rischia di costare 5 volte più del risparmi annunciato, in ragione degli inconvenienti generati dalla scomparsa del laboratorio del medico di famiglia: spostamenti degli esami in un altro laboratorio, consultazioni supplementari per i risultati, ritardi nelle diagnosi, e quindi nelle terapie, allungamento certo della durata delle inabilità lavorativa (dove sono qui le compagnie assicurative che garantiscono il pagamento della indennità giornaliera per malattia?), aumento dei rischi incorsi dagli ammalati e ricorso aumentato alle strutture ospedaliere, notevolmente più care.
É un ulteriore passo in quello che definisco la persecuzione della medicina di famiglia con la pressione esercitata costantemente su questa ed i paletti posti nella cure del paziente interponendo ostacoli continui alla prescrizione di fisioterapia, di medicinali, di investigazioni.
Quando poi esaminiamo i costi globali nella salute e la loro ripartizione ci accorgiamo che la medicine di base ricopre un ruolo oserei dire marginale rispetto al resto delle spese, della medicina specialistica e soprattutto ospedaliera.
Se inoltre pensiamo che la medicina di famiglia ben sviluppata é l’unica che può permettere dei risparmi con la tempestività della diagnosi e della terapia, limitando il ricorso alla medicina specialistica ed agli ospedali allo stretto necessario, tutto questo ostracismo risulta di difficile comprensione.
A questo punto quindi per capire bisogna chiedersi: cui prodit, cioè a chi torna buona questa soluzione?
Come in ogni giallo che si rispetti, bisogna partire dall’inizio: dall’onorevole Pascal Couchepin, capo del dipartimento dell’interno da cui dipende la sanità, ex membro dei quadri di una grande cassa malati, con attualmente in famiglia una situazione analoga, e da una lobby delle casse malati in consiglio nazionale e agli stati.
Oserei dire che come conflitto di interessi tanto di moda nella vicina repubblica, Berlusconi é un pivello.
E dietro a questo paravento ci sono quindi le casse malati, in cui disegno finale é di impossessarsi della gestione della salute, iniziando dalla medicina di base.
E non tacciatemi di visionario: le casse malati fungono già da farmacia, con le spedizioni postali, da centri pseudo diagnostici con le consultazioni telefoniche legate a formule assicurative alternative, ecc...
Un passo per volta e poi ci siamo.
Vi manca ancora il movente?
Ebbene, riflettete sul fatto che la stessa compagnia assicurativa offre la copertura di base (no-profit) e le assicurazioni complementari (si-profit) e che in barba a tutte le leggi non si siano mai presentati i bilanci spuri, ed allora, come disse una volta Andreotti, a pensare male si fa peccato, però spesso ci si azzecca.
La morale? Se non si crea una inversione di tendenza, scordatevi di recarvi dal vostro medico di famiglia e di uscirvi dopo un’ora con esami di sangue fatti, radiografia e/o elettrocardiogramma, e conseguente diagnosi e terapia. Preventivate piuttosto una bella gita tra laboratorio e ospedali per ritornare poi dal medico per le conclusioni (e per fortuna che non c’é ancora “l’impegnativa” presso le ASL come esiste nella vicina repubblica, ma statene certi che qualcosa inventeranno ancora per complicare il semplice).
Altre conseguenze: é chiaro che se in uno studio di medicina di base non si effettueranno più esami di laboratorio, radiografie o elettrocardiogrammi, il personale specialistico come le assistenti di studio medico diventa evidentemente superfluo. Da mettere in conto quindi numerosi licenziamenti, e l’esistenza stessa della scuola cantonale per assistenti di studio medico.
Per finire rivolgo un appello accorato ai politici liberi pensatori e non condizionati dalla lobby delle casse malati: salvate la medicina di famiglia, salvate i posti di lavoro per le assistenti di studio medico e la scuola cantonale di Locarno: questo permetterà di risparmiare molto di più di quanto annunciato, garantendo una migliore qualità e capillarità della medicina sul territorio, a soddisfazione dei clienti, e non da ultimo dai datori di lavoro e dalle assicurazioni che coprono le indennità di perdita di salario per malattia, con un vantaggio finanziario evidenti per tutti (meno che per l’onorevole Couchepin).
Dr. med. Edy Massera
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