Google chiede una corsia preferenziale

Inserito da Darione On novembre - 23 - 2010 ADD COMMENTS

Un’autostrada a quattro corsie, tre delle quali intasate. La quarta riservata dietro pagamento di un pedaggio superiore, sulla quale in pochi viaggiano a velocita’ piu’ sostenuta. E’ quanto chiede Google, come scrive oggi con ampio rilievo il Wall Street Journal.

Il gigante dei servizi internet chiede alle compagnie telefoniche e di trasmissioni via cavo, in cambio ovviamente di un canone ad hoc, che gli venga garantita una corsia preferenziale sulle autostrade dell’informazione. Secondo il Wsj, si tratterebbe di un vero e proprio voltafaccia della societ’ di Mountain View, nella Silicon Valley.
Google era infatti uno dei piu’ strenui difensori di internet in quanto sistema aperto a tutti, cio’ della cosidetta ‘network neutrality’, la neutralita’ della rete. Il legale della societ’ guidata da Eric Schmidt ha tuttavia smentito immediatamente quanto scritto dal quotidiano newyorchese di Rupert Murdoch, ribadendo il proprio appoggio ad una autostrada aperta per tutti, senza preferenze per l’uno o l’altro operatore.

Una dichiarazione che suona come una marcia indietro. Molti dei servizi di Google, com” noto, passano attraverso il web. Una delle preoccupazioni dei dirigenti del colosso informatico ‘ di non essere in grado di fornire i propri servizi a causa del ‘traffico’ che sempre pi’ intasa i cavi.

I collegamenti internet, anche quelli veloci a fibre ottiche, funzionano esattamente come un’autostrada, aperta al traffico, ma con momenti di ingorgo.
E’ quindi come se Google chiedesse una corsia preferenziale, che nessuna altra automobile sarebbe autorizzata (o in grado) di percorrere. Secondo il legale di Google a Washington, Richard Whitt, il colosso di Mountain View non avrebbe affatto rinunciato al principio della neutralit’ della rete, anzi, ha scritto Whitt sul suo blog. Whitt sostiene che il Wsj ha fatto un po’ di confusione, riferendosi verosimilmente ai cosiddetti ‘edge servers’, cio’ i server aggiuntivi che trattano i contenuti pi’ richiesti, come i filmati su YouTube, il sito di condivisione delle immagini, per evitare di ‘caricare’ troppo il super-server centrale.

In passato la Fcc, l’ente federale che negli Usa regola le telecomunicazioni, aveva pesantemente ostacolato qualsiasi tentativo di linee dedicata da parte del fornitore di servizi via cavo Comcast e delle principali compagnie telefoniche, come Verizon

Google ha raggiunto un accordo con una serie di autori e di case editrici che apre la strada alla possibilit’ per i lettori di avere a disposizione sul Web milioni di libri protetti dal diritto d’autore, di sfogliarli e di acquistarne copie. In base all’accordo di oggi, Google pagher’ 125 milioni di dollari per creare il cosiddetto Book Rights Registry, in cui autori ed editori potranno registrare le proprie opere e ricevere compensi provenienti da sottoscrizioni istituzionali e dalla vendita dei libri.L’accordo, raggiunto con la Authors Guild e la Association of American Publishers – il sindacato degli sacrittori e il cartello degli editori – scrive la parola “fine” a una disputa legale durata tre anni sul progetto di Google di mettere a disposizione sul Web molti dei capolavori della letteratura.La causa intentata dalle case editrici McGraw-Hill Cos, da Pearson Education e Penguin Group del gruppo Pearson Plc e da Simon & Schuster e John Wiley & Sons Inc sosteneva che i tentativi di Google di digitalizare i libri senza permesso violava le norme sul diritto d’autore.Ora l’accordo dovr’ essere approvato dalla Corte federale.

Google lancia suo i- Phone, Android

Inserito da Darione On ottobre - 22 - 2008 ADD COMMENTS

WASHINGTON – Esce oggi negli Usa il nuovo telefonino di Google, destinato a fare concorrenza all'i-Phone della Apple. Si chiama Android. Permette a chi lo usa una svariata serie di opzioni nel suo utilizzo, ma, a differenza del concorrente, Google ha invitato coloro che lo useranno a trasformarsi in potenziali programmatori, per sviluppare le possibili prestazioni della piattaforma di Android.

Prima di ogni cosa, tengo a precisare che da sempre apprezzo lo sforzo di Google nel rendere i servizi sul web semplici ed alla portata di tutti.

Creato nel 1998, inizialmente come piccolo motore di ricerca, con un sistema di indicizzazione innovativo, in pochi anni si e’ trasformato in un vero colosso mediatico, lo scorso anno ha registrato un utile netto di 4,2 miliardi di dollari, su un giro d’affari 16,6 miliardi di dollari. Il valore di Google in Borsa ‘ di 171 miliardi. Leader mondiale delle ricerche on line, Google ha come punti di forza YouTube e i servizi di pubblicit’ on line per parole chiave, Adword e Adsense.

Attualmente Google ‘ il leader mondiale delle ricerche on line con il 62,4% del totale. Segue a grande distanza Yahoo! con il 12,8%. Microsoft con Live Search detiene solo il 2,9%.

Ultimamente pero’ inizio ad essere preoccupato del monopolio che Google ha in tutti i settori legati ad internet, oltre ai costi altissimi legati alla pubblicit’, ora Google si e’ imposta in modo deciso anche nei servizi di posta gratuiti con Gmail, sono molte le domande che mi affliggono rispetto a questo ottimo servizio di posta, la prima domanda che mi pongo costantemente e’ il motivo per il quale moltissimi provider, stanno trasferendo i loro servizi di posta su Gmail, a prescindere dalla posizione legale, che mette a mio avviso i provider in una posizione difficile nei confronti dei clienti, i quali hanno spesso scelto un servizio di posta elettronica, per i servizi offerti e la dislocazione geografica del server, ora si vedono inspiegabilmente sgretolare la motivazione per la scelta del provider.

Nulla contro I servizi offerti da Gmail, senza ombra di dubbio i migliori sulla “Piazza” ma penso aziende e privati che hanno dato fiducia a provider nazionali, ora si sentano traditi dal passaggio obbligatorio a gmail, e’ indiscutibile, che il dominio resti uguale, a puro titolo di esempio, Sunrise.ch o dal 1 luglio Ticinocom.com, ma i servizi offerti saranno uno standard uguale per tutti, ma cosa peggiore questo standard sara’ dettato da Gmail e non dai nostri provider locali.

Ora alcune riflessioni; e’ risaputo che google e’ in grado di controllare tutta la corrispondenza in entrata sui propri server, e con la scusa dell’ indicizzazione, i messaggi vengono salvati in vari database, ora la situazione sconcertante e’ che Gmail, diventando leader dei servizi di posta on line, avra’ il totale controllo di ogni messaggio in entrata ed in uscita, in questo modo, molto probabilmente le autorit’ avranno in modo indiretto un controllo dei messaggi a livello Mondiale.

Questa a mio avviso la situazione insostenibile: sino ad oggi i vari provider risiedevano in territori geograficamente diversi e sotto legislazioni differenti, in questo modo esisteva un minimo di privacy, ora i provider utilizzando i servizi di Gmail, rendono difficile capire chi sia il referente per la nostra privacy, il nostro provider, oppure Google, chi sara’ l’autorit’ competente, quella della nazione del provider, oppure quella reale della dislocazione dei server di Gmail ?

Leggendo tra i forum, si sente di utenti che offrono mille soluzioni per poter criptare i messaggi o renderli piu’ sicuri, ma non dimentichiamo che nella realt’ la maggioranza degli utilizzatori di sistemi informatici, utilizza il computer come un semplice elettrodomestico, pertanto utilizzare sistemi troppo sofisticati o complessi e’ precluso alla maggior parte degli utenti.

Ognuno tragga le proprie conclusioni, e se avete voglia sarei felice di sentire le vostre…

Un momento difficile per l’intera umanità

Un momento difficile per l’intera umanità, centinaia di domande senza risposta di ogni genere ed in ogni settore, questo articolo [...]

Sunrise dubbi e sospetti e molto altro ancora…

Piu’ che un’articolo su un solo argomento, questo vuole essere un’analisi di tutte le cose che infastidiscono in questo momento [...]