La sindrome di Truman

Inserito da Darione On febbraio - 8 - 2011 ADD COMMENTS

Sentirsi prigionieri di una trasmissione di cui sono i protagonisti involontari, o essere convinti che ogni gesto del loro quotidiano venga trasmesso dalle TV di tutto il mondo: sono i sintomi principali di coloro che soffrono della cosidetta Sindrome di Truman, turbe psicologica che prende il nome dal bellissimo film di Peter Weir, ‘The Truman Show’.
In questo film, Jim Carrey interpreta Truman Burbank, un giovane dall’esistenza perfetta che scopre poco a poco come tutti coloro che lo circondano sono degli attori: lui ‘ infatti il protagonista ignaro del reality show pi’ seguito al mondo.
Secondo alcuni psichiatri, un tale disturbo ‘ la conseguenza del culto della celebrit’ che dilaga nella nostra societ’ moderna.

Si punta il dito principalmente contro i reality in TV, l’uso esagerato di Internet e la dipendenza da alcune serie televisive, tutti colpevoli di trasformare personaggi virtuali e fittizi in amici intimi, confondendo realta’ e finzione e rendendo impossibile la comunicazione con persone in carne ed ossa. Per uscire da questa situazione, i pazienti affetti dalla Sindrome di Truman cullano spesso fantasie di suicidio, sola via di scampo da un tale claustrofobico incubo

Curare la sindrome di Down gia’ nell’utero…….

Inserito da Darione On febbraio - 8 - 2011 1 COMMENT

La sindrome di Down un giorno potrebbe essere ‘curata’ in utero, quantomeno riducendo nel nascituro alcuni dei sintomi tipici della trisomia del cromosoma 21, come il ritardo mentale.

E’ la strada che lasciano intravedere i risultati di uno studio pubblicato sulla rivista Obstetrics and Gynecology diretto da Catherine Spong del National Institute of Health di Bethesda nel Maryland. I feti di topolini Down sono stati trattati in utero con composti che proteggono i nervi in sviluppo. Dopo la nascita i cuccioli presentano ridotta sintomatologia rispetto ai non trattati. Gli esperti Usa sperano che il loro studio, anche se all’inizio, rappresenti una svolta terapeutica: una volta scoperto di attendere un bimbo Down, si potrebbe iniettare la terapia in utero.

Nei topi questo ha in parte funzionato: i ricercatori hanno iniettato due sostanze naturali neuroprotettive presenti nel cervello in sviluppo, NAP e SAL, nelle topoline in attesa di cuccioli Down. Le sostanze hanno permesso di prevenire i danni neurali cui sono condannati i feti malati.

Mentre nel resto del mondo è ancora studiata e valutata, in alcuni paesi la dipendenza da Internet è ufficialmente diventata una malattia. Persino l’American Journal Of Psychiatry, la bibbia di chi lavora nel mondo della psichiatria, ha di recente proposto l’aggiunta di una “dipendenza da Internet e videogiochi” al Manuale di diagnostica e statistica dei disordini mentali.
“L’era di Internet è iniziata solo da pochi decenni e ha già lasciato profonde tracce nella nostra psiche. La rete, i calcolatori, invadono gli spazi sacri della nostra vita quotidiana, anche quelli interiori”, spiega Nadia Giannalia, psicoterapeuta palermitana. “Internet non è la causa, ma semplicemente il sintomo di un disturbo della personalità che colpisce i soggetti avrebbero trovato altre dipendenze, comunque”.

Si può cominciare a parlare di Internet-dipendenza (net addiction) in senso patologico quando si superano le sei ore di navigazione al giorno e iniziano a manifestarsi sintomi l’insonnia, difficoltà a concentrarsi, stress fisico o mentale, irascibilità e desiderio incontrollato dell’on-line. Dietro le persone colpite da questa dipendenza si celano spesso storie di solitudine e di abbandono.

“Uno dei più frequenti bisogni di dipendenza nasce dal timore di essere abbandonati. I soggetti colpiti mostrano atteggiamenti adesivi, compiacenti, remissivi. Sono delle persone che prendono difficilmente delle iniziative, hanno sempre bisogno di una conferma o dell’approvazione altrui. Assumersi delle responsabilità è per loro di una difficoltà quasi insuperabile”, continua la psicoterapeuta. Spesso per gli affetti da net addiction le uniche vere relazioni sono quelle con il computer, su cui riversano ogni emozione. Per loro gli amici del web e le relazioni di rete sono reali.

Riescono persino a tollerare di essere “maltrattati” e di subire trattamenti spiacevoli o esperienze sgradite in chat, o cupe storie di sesso virtuale. “Anche questo scaturisce da una mancata fiducia in se stessi. Le vittime di questa dipendenza si sentono inette nella vita reale, mentre in rete assumono un ruolo, trovano un mondo parallelo, dove riescono a essere quello che nella vita reale non sono”, spiega ancora Nadia Giannalia. Non esistono ancora terapie o trattamenti specifici, e spesso i dipendenti da Internet non hanno alcuna percezione della loro malattia. “È molto difficile agganciarli – conclude la psicoterapeuta – perché si tratta di persone che in fondo si sentono realizzate. Chiusa la porta della loro stanza e acceso il computer, cominciano a vivere dentro una simulazione che li cautela dalla vita reale”.

La cannabis accelera il rischio schizofrenia nei giovani

Inserito da Darione On gennaio - 24 - 2011 ADD COMMENTS

L’abuso di cannabis accelera la comparsa della schizofrenia nei giovani, ne peggiora i sintomi e aumenta la possibilit’ di ricadute. A ricordarlo sono gli psichiatri del Policlinico di Milano che, in occasione di un congresso sulla schizofrenia, citano uno studio condotto nella struttura milanese su un centinaio di giovani sotto i 30 anni tra il 1990 e il 2004. Dallo studio emerge che il 34% dei pazienti al primo episodio psicotico abusa di sostanze, per lo pi’ cannabinoidi (85%) e cocaina (37%).

“Abbiamo osservato – spiegano gli esperti – che i pazienti abusatori sono significativamente pi’ giovani degli altri: in particolare, l’uso frequente o quotidiano della cannabis sembra anticipare di circa cinque anni l’insorgenza della schizofrenia, che compare in media intorno ai 20 anni invece che ai 25″. Lo spinello quotidiano provoca poi un peggioramento dei sintomi cognitivi (difficolt’ di concentrazione e problemi con la memoria a breve termine) e diminuisce  l’aderenza dei pazienti alla terapia con farmaci, aumentando di conseguenza il numero di ricadute.

“Esiste un legame tra cannabis e disturbi psicotici – commenta Alfredo Carlo Altamura, direttore della clinica psichiatrica dell’Universit’ di Milano e del dipartimento di salute mentale del Policlinico – e per questo dobbiamo far capire ai giovani che l’abuso non ‘ un gioco o un passatempo, ma la distruzione dell’esistenza: una volta entrati nella spirale psicotica, ‘ molto complesso uscirne”.

Proprio alla relazione tra schizofrenia e droghe ‘ dedicato l’intervento al congresso di Robert Murray, direttore dell’ Istituto di psichiatria di Londra, insignito del premio ‘Lecture Award Innopsy 2008′.

Yoga, la soluzione indiana contro il diabete

Inserito da Darione On gennaio - 22 - 2011 1 COMMENT

Yoga materia obbligatoria per tutti i bimbi delle scuole indiane, per contrastare ‘a colpi di mantra’ e di esercizi tipici della disciplina orientale molte malattie del benessere come il diabete di tipo 2. E’ il progetto del ministro della Sanita’ Anbumani Ramadoss, che durante un summit sulla ‘malattia del sangue dolce’ a Chennai, nel Sud dell’India, ha annunciato l’intenzione di “rendere obbligatorio lo yoga per tutti gli scolari del Paese”. Gli studi suggeriscono infatti che “lo yoga riduce il diabete, l’ipertensione e lo stress”, ricorda, sostenendo che su questa pratica a meta’ fra sport e filosofia “dovrebbero essere promossi dibattiti scientifici molto piu’ vasti”.
Un argomento quanto mai attuale dopo le proteste sollevate la scorsa settimana dal Malaysia’s National Fatwa Council, che riunisce fra gli altri molti teorici dell’islamismo e che ha consigliato ai musulmani di evitare lo yoga. Le preghiere indu’ ripetute durante il ‘chanting’ potrebbero minare la fede nel verbo di Maometto, era il timore. Una presa di posizione che ha innescato accese polemiche, spingendo il primo ministro della Malesia Abdullah Ahmad Badawi a correre ai ripari: i musulmani possono fare yoga, ha precisato all’agenzia di stampa nazionale Benama, contenendo il chanting. Secondo la massima autorita’ sanitaria indiana, invece, i benefici dello yoga dovrebbero invitare alla diffusione della disciplina.

Soprattutto per proteggere le giovani generazioni dal rischio di diabete con tutte le sue complicanze cardiovascolari, ‘big killer’ nell’intero pianeta. I dati dell’International Diabetes Federation consegnano all’India il triste primato mondiale dell’emergenza diabete. Il Paese conta infatti un numero record a livello globale di 41 milioni di pazienti nel 2007, destinati a lievitare a 70 milioni entro il 2025. La prevalenza del diabete negli over 20 delle aree rurali indiane e’ aumentata al 9,2%, rispetto al 2,2% del 1983. E nelle zone urbane il balzo in avanti e’ stato dal 11,2% del 1998 al 18,6% attuale. Il prezzo da pagare per condizioni di vita migliori: “Le persone che prima camminavano nei campi e raccoglievano l’acqua dai pozzi – riflette Ramadoss – oggi usano il trattore e quando hanno una casa si siedono in poltrona a guardare la tv”.

ROMA – Un caso di "mucca pazza" — il primo dopo due anni in Italia — ' stato riscontrato in un bovino di un'azienda lattifera in Lombardia.

Lo riferisce il Centro di referenza nazionale della Bse (Encefalopatia spongiforme bovina) dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Torino.

"Il nuovo caso di Bse ' stato riscontrato in un bovino di razza frisona nato nel '95 e dunque legato ancora all'utilizzo di mangimi contaminati da farine di carne ed ossa", ha spiegato a Reuters Maria Caramelli, responsabile del Centro di referenza.

Dal 2001 a oggi si sono registrati in Italia 142 casi di Bse in animali, l'ultimo nel 2006.

Un momento difficile per l’intera umanità

Un momento difficile per l’intera umanità, centinaia di domande senza risposta di ogni genere ed in ogni settore, questo articolo [...]

Sunrise dubbi e sospetti e molto altro ancora…

Piu’ che un’articolo su un solo argomento, questo vuole essere un’analisi di tutte le cose che infastidiscono in questo momento [...]