Curare la sindrome di Down gia’ nell’utero…….

Inserito da Darione On febbraio - 8 - 2011 1 COMMENT

La sindrome di Down un giorno potrebbe essere ‘curata’ in utero, quantomeno riducendo nel nascituro alcuni dei sintomi tipici della trisomia del cromosoma 21, come il ritardo mentale.

E’ la strada che lasciano intravedere i risultati di uno studio pubblicato sulla rivista Obstetrics and Gynecology diretto da Catherine Spong del National Institute of Health di Bethesda nel Maryland. I feti di topolini Down sono stati trattati in utero con composti che proteggono i nervi in sviluppo. Dopo la nascita i cuccioli presentano ridotta sintomatologia rispetto ai non trattati. Gli esperti Usa sperano che il loro studio, anche se all’inizio, rappresenti una svolta terapeutica: una volta scoperto di attendere un bimbo Down, si potrebbe iniettare la terapia in utero.

Nei topi questo ha in parte funzionato: i ricercatori hanno iniettato due sostanze naturali neuroprotettive presenti nel cervello in sviluppo, NAP e SAL, nelle topoline in attesa di cuccioli Down. Le sostanze hanno permesso di prevenire i danni neurali cui sono condannati i feti malati.

Dormire fa bene alla salute, si sa.

L’ultima conferma arriva da uno studio della Carnegie Mellon University pubblicato sugli ‘Archives of internal medicine’, secondo cui con un sonno di meno di 7 ore per notte aumenta il rischio di prendersi raffreddore e influenza. Secondo la ricerca la carenza di sonno triplicherebbe infatti la possibilita’ di raffreddarsi rispetto a chi dorme otto o pi’ ore per notte.

Dormire poco danneggerebbe il sistema immunitario e la capacit’ del corpo di far fronte ai virus responsabili di raffreddore e influenza.

Per confermare questa teoria i ricercatori hanno messo in quarantena 153 tra uomini e donne in salute, di circa 37 anni, dandogli gocce nasali contenenti rhinovirus, causa del comune raffreddore.

Nei 28 giorni seguenti si ‘ visto che quelli che dormivano meno, erano quelli con il rischio maggiore di raffreddore. Anche la qualita’ del sonno appare un fattore importante.
I volontari che hanno speso meno del 92% del loro tempo nel letto addormentati erano 5,5 volte pi’ a rischio di quelli che lo erano stati almeno per il 98% del tempo. Per i ricercatori la mancanza di una buona qualit’ del sonno disturba la regolazione dei componenti chimici chiave prodotti dal sistema immunitario per combattere le infezioni.

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Picchiata per gelosia su Facebook

Inserito da Darione On febbraio - 1 - 2011 ADD COMMENTS

Una ragazza di 17 anni ‘ stata malmenata e rapinata da quattro coetanee a San Giuliano Milanese. Le giovani avrebbero agito per gelosia, dopo che la ragazza ha contattato un loro amico su Facebook. L’adolescente ‘ stata aggredita per strada e lasciata dolorante sul marciapiede. Soccorsa dai carabinieri ‘ stata accompagnata all’ospedale di Vizzolo Predabissi. La prognosi ‘ di otto giorni. Le quattro ragazze sono state denunciate.

L’aggressione risale a luned’ sera. La giovane si trovava per strada quando ‘ stata presa di mira da quattro coetanee che l’avrebbero picchiata e rapinata. Le motivazioni sarebbero da cercare in Rete. Sembra, infatti, che la diciassettenne avesse da poco contattato su Facebook un amico delle quattro, scatenando la loro gelosia.

Dopo averla malmenata, le giovani si sono dileguate lasciando l’adolescente agonizzante sul marciapiede. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno rintracciato e denunciato le giovani. La vittima si trova all’ospedale di Vizzolo Predabissi, nel Milanese. La prognosi ‘ di otto giorni.

Google chiede una corsia preferenziale

Inserito da Darione On novembre - 23 - 2010 ADD COMMENTS

Un’autostrada a quattro corsie, tre delle quali intasate. La quarta riservata dietro pagamento di un pedaggio superiore, sulla quale in pochi viaggiano a velocita’ piu’ sostenuta. E’ quanto chiede Google, come scrive oggi con ampio rilievo il Wall Street Journal.

Il gigante dei servizi internet chiede alle compagnie telefoniche e di trasmissioni via cavo, in cambio ovviamente di un canone ad hoc, che gli venga garantita una corsia preferenziale sulle autostrade dell’informazione. Secondo il Wsj, si tratterebbe di un vero e proprio voltafaccia della societ’ di Mountain View, nella Silicon Valley.
Google era infatti uno dei piu’ strenui difensori di internet in quanto sistema aperto a tutti, cio’ della cosidetta ‘network neutrality’, la neutralita’ della rete. Il legale della societ’ guidata da Eric Schmidt ha tuttavia smentito immediatamente quanto scritto dal quotidiano newyorchese di Rupert Murdoch, ribadendo il proprio appoggio ad una autostrada aperta per tutti, senza preferenze per l’uno o l’altro operatore.

Una dichiarazione che suona come una marcia indietro. Molti dei servizi di Google, com” noto, passano attraverso il web. Una delle preoccupazioni dei dirigenti del colosso informatico ‘ di non essere in grado di fornire i propri servizi a causa del ‘traffico’ che sempre pi’ intasa i cavi.

I collegamenti internet, anche quelli veloci a fibre ottiche, funzionano esattamente come un’autostrada, aperta al traffico, ma con momenti di ingorgo.
E’ quindi come se Google chiedesse una corsia preferenziale, che nessuna altra automobile sarebbe autorizzata (o in grado) di percorrere. Secondo il legale di Google a Washington, Richard Whitt, il colosso di Mountain View non avrebbe affatto rinunciato al principio della neutralit’ della rete, anzi, ha scritto Whitt sul suo blog. Whitt sostiene che il Wsj ha fatto un po’ di confusione, riferendosi verosimilmente ai cosiddetti ‘edge servers’, cio’ i server aggiuntivi che trattano i contenuti pi’ richiesti, come i filmati su YouTube, il sito di condivisione delle immagini, per evitare di ‘caricare’ troppo il super-server centrale.

In passato la Fcc, l’ente federale che negli Usa regola le telecomunicazioni, aveva pesantemente ostacolato qualsiasi tentativo di linee dedicata da parte del fornitore di servizi via cavo Comcast e delle principali compagnie telefoniche, come Verizon

Molestie via web….

Inserito da Darione On settembre - 1 - 2010 ADD COMMENTS

Sull’11,5% di adolescenti che si dice vittima di molestie, nel 7,7% dei casi l’autore delle molestie era un adulto conosciuto in rete. Sono i dati del Rapporto Eurispes-Telefono Azzurro.

L’8% degli adolescenti ha incontrato in chat un adulto che si dichiarava suo coetaneo. Il 18,5% ha incontrato dal vivo coetanei conosciuti in Rete e il 3,6% ha conosciuto dal vivo adulti contattati sul web.

Ad utilizzare chat e community per conoscere persone e’ il 42,9% degli adolescenti.

Un momento difficile per l’intera umanità

Un momento difficile per l’intera umanità, centinaia di domande senza risposta di ogni genere ed in ogni settore, questo articolo [...]

Sunrise dubbi e sospetti e molto altro ancora…

Piu’ che un’articolo su un solo argomento, questo vuole essere un’analisi di tutte le cose che infastidiscono in questo momento [...]