Premetto che io non sono una persona favorevole alle vaccinazioni ad ogni costo ma non sono nemmeno uno sprovveduto che pensa siano inutili. In questi giorni si sentono voci di effetti collaterali gravi su persone vaccinate, trombosi e coagulazione vascolare.

La maggior parte delle persone si spaventa e va in panico perché i mass-media ne parlano in termini allarmistici ma vediamo qualche dato oggettivo:
in Inghilterra, dove con il vaccino AstraZeneca/Oxford e Pfizer/Biontech si sono raggiunti i 10 milioni di inoculi per ciascun tipo, sono risultati, dai report inviati all’autorità di controllo dei medicinali del Regno Unito (MHRA), rispettivamente 45 casi di trombosi e 40 decessi per l’AstraZeneca/Oxford (Rif.) e 48 casi di trombosi e 27 decessi per il Pfizer/Biontech (Rif.)

Una trombosi è una condizione in cui si formano coaguli di varie dimensioni nei vasi sanguigni, impedendo la normale circolazione del sangue verso i tessuti. È un problema di salute che interessa numerose persone con particolari predisposizioni e che può riguardare anche i fumatori e in generale chi ha stili di vita poco sani. I casi di trombosi sono normalmente presenti tra la popolazione ed è quindi prevedibile che siano rilevati anche tra i milioni di individui che vengono vaccinati: ciò non indica che la causa sia il vaccino (Rif.).

È chiaro che gli accertamenti vanno fatti e gli eventuali nessi causali messi in risalto; guardando i numeri, però, dobbiamo ammettere che il numero degli effetti collaterali e della mortalità sono molto bassi per cui se desiderassimo vaccinarci potremmo farlo avendo la consapevolezza che siamo di fronte a percentuali paragonabili a quelle di qualsiasi farmaco che abbiamo preso durante la nostra vita.

Fare speculazioni dietrologiche o, come è di moda dire attualmente, complottistiche, non ha molto senso e diffondere notizie false che appaiano vere è altrettanto di cattivo gusto e di nessuna responsabilità.

Osservare i dati reali e trarre conclusioni in base ad un’analisi attenta degli stessi, invece, non è solamente auspicabile ma dovrebbe essere il modus operandi di tutti coloro che si occupano d’informazione.

Nel caso specifico dei vaccini anti-covid lo scopo dichiarato per il quale sono stati studiati e prodotti, non è quello di evitare i contagi, anche se in alcuni casi si è visto che sono diminuiti, ma quello di allontanare il più possibile il rischio di ingolfare le terapie intensive e contenere la sintomatologia in modo che essa si manifesti in maniera meno grave nelle persone più a rischio (Rif.).

Una via d’uscita la si può trovare solo con un approccio integrato fatto di: norme igieniche accresciute, uno stile di vita più salubre (sport leggero, alimentazione corretta, integratori vitaminici ecc…), vaccinazioni, terapie con anticorpi monoclonali e plasma iperimmune.

S.S.